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THE BLOG

05
Ott

Wine Tasting con Villa Rinaldi, una giornata speciale dedicata alle bollicine

Gli spumanti, protagonisti effervescenti di una incantevole giornata dedicata al wine tasting in Accademia nel quale è stato presentato il nuovo sponsor: la Maison de Négoce Villa Rinaldi di Soave.

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30
Nov

Masterclass con Igles Corelli: la formazione a 5 stelle (Michelin) di Accademia Chefs

Cos’è la cucina circolare? Ce lo ha spiegato il suo ideatore lo Chef Igles Corelli, il 27 novembre ad Accademia Chefs, durante la masterclass di alta formazione a lui dedicata. Si è trattato di un evento unico per il centro Italia con il quale Accademia Chefs intende aprire ad un nuovo ciclo di incontri formativi di livello, pensati per studenti e professionisti della ristorazione.Continua a leggere…

21
Dic

Panettone tradizionale, la ricetta di Valerio Giovannozzi

Per l’arrivo delle festività natalizie (ma i più temerari potranno provarla anche a Ferragosto!) Accademia Chefs ha deciso di farvi un regalo: la ricetta del panettone tradizionale.

Le varianti sono innumerevoli, ma noi, amanti della tradizione, abbiamo optato per quello più classico con uvetta e canditi. Il nostro chef e docente Valerio Giovannozzi ci elenca gli ingredienti e ci spiega il procedimento per rendere ancora più magico e goloso il nostro Natale:

Il panettone è realizzato con due impasti: la ricetta è per un panettone del peso di un chilogrammo.

Ricetta del panettone tradizionale

Ingredienti primo impasto (sera)

  • 180 g di farina Manitoba 
  • 55 g lievito naturale
  • 55 g di zucchero
  • 70 g di burro
  • 90 g di acqua 
  • 45 g tuorli d’uovo

Ingredienti secondo impasto (mattina)

  • 60 g di farina Manitoba 
  • 50 g di zucchero
  • 15 g di miele
  • 3 g di sale
  • 110 g di burro
  • 45 g di tuorli d’uovo
  • 30 g acqua 
  • 70 g di arancia candita
  • 40 g di cedro candito
  • 110 g di uvetta sultanina

Procedimento

Giorno 1

Alle 8 di mattina circa procedere con il primo rinfresco del lievito naturale ad esempio: 100 g di lievito, 100 g di farina e 50 g di acqua. Come sapete, il rinfresco è il procedimento necessario a dar vita ai microrganismi in grado di attivare la fermentazione.

Facciamo raddoppiare l’impasto ottenuto (questo richiederà circa 3/4 ore) e procederemo poi con altri due rinfreschi durante l’arco della giornata. Alle 20 circa possiamo iniziare il primo impasto.

Versare in una planetaria con gancio o in un’impastatrice l’acqua e lo zucchero, lavorandoli fino a che lo zucchero non si sarà completamente sciolto. Versare subito la farina setacciata e lavorare l’impasto a velocità bassa per circa 10/12 minuti, fino a quando l’impasto non sarà liscio e incordato.

Nel frattempo mescolate il burro a temperatura ambiente con i tuorli d’uovo che verranno uniti al burro poco alla volta fino a creare una crema liscia e gialla. Unite in due mandate il composto di burro e tuorli nell’impastatrice e lavorate il tutto (l’impasto si dovrà staccare dalle pareti).

Durante tutta questa fase non superare mai la temperatura di 26/27 °C dell’impasto. Nel caso dovesse essere caldo al tatto mettetelo per 1 ora nel frigorifero oppure 10 minuti nel freezer.

Mettete a lievitare l’impasto ottenuto per 12/14 ore a 28/26 °C. 

Giorno 2

Per realizzare il secondo impasto mattutino del panettone tradizionale, mettete il primo impasto nella planetaria o nell’impastatrice e lavoratelo lentamente per 5 minuti.

Unite poi la farina fino a farlo incordare. Unite subito dopo la vaniglia, il miele e lo zucchero, l’acqua ed in fine il sale. Lasciate incorporare il tutto facendo girare lentamente.

Appena l’impasto sarà incordato e liscio, unite il composto di burro e tuorli in due mandate fino a che l’impasto non si staccherà dalle pareti. Infine aggiungete i canditi e lasciate che si incorporino nella maglia glutinica.

Questo secondo impasto dovrà essere lavorato per circa 30 minuti, avendo sempre cura di non superare 26 °C. Versate l’impasto ottenuto nello stampo da panettone e lasciatelo lievitare per 6/8 ore a 30 °C.

Quando sarà lievitato, incidere l’impasto creando un taglio a croce ed inserite al centro dell’impasto una noce di burro.

Cottura del panettone tradizionale

Infornate l’impasto per 20 minuti a 175 °C, poi abbassate il forno a 150 °C e fate cuocere per altri 30 minuti. Appena cotto bisognerà capovolgere il panettone a testa in giù fino a quando non sarà tiepido – altrimenti l’impasto collasserà.

13
Dic

Nulla accade per caso [la storia di Alberto]

Alberto D'Agostino ad Accademia Chefs

Mi chiamo Alberto ed ho 36 anni.

La mia passione per la cucina nasce in tenera età. Grazie ai miei nonni paterni che me ne hanno fatto apprezzare l’essenza. Ho passato la mia infanzia a Teramo con loro e sono stati fondamentali per la mia vita.

Ricordo la mia prima ricetta: ero molto piccolo ed avevo cucinato una zuppa per i nostri gatti. Direi un vero successo: anche loro si sono rifiutati di mangiarla – Ride Alberto.

Mia nonna era più legata alla tradizione culinaria, cucinava molto bene i piatti di carne, mentre il vero artista di famiglia era mio nonno Alberto.

Ricordo una ricetta creata insieme: meringhe con m&m’s. – Immaginate il risultato – un tripudio di colori!

Per un paio d’anni ho smesso di cucinare perché non volevo deludere il palato sopraffino della mia compagna.

Nel 2016 accade però un avvenimento che cambierà la mia vita: mia nonna paterna si ammala.

Poco prima di morire mi dà un consiglio: “Alberto ascoltati dentro. Fa’ quello che vuoi fare nella vita”.

Nello stesso anno avevo conosciuto Massimo Bottura ed il suo sous chef Davide di Fabio, professionisti che stimo tantissimo.

L’incontro con Davide e le parole di mia nonna mi risuonano così tanto dentro me che nel febbraio 2017 decido di iscrivermi al corso di aiuto cuoco di Accademia Chefs.

Questa era la mia strada.

Il corso è stato un insieme di emozioni e tecnica. Fondamentale per imparare le basi ed affinare la mia conoscenza.

Dopo il diploma ho avuto modo di partecipare a Postrivoro, esperienza che mi ha veramente cambiato la vita, e poi all’Al meni situazione in cui ho potuto lavorare fianco a fianco con Massimo Bottura.

Ho deciso poi di iscrivermi al corso di chef di Accademia Chefs. Il mio mentore è stato Nikita Sergeev, veramente un grande maestro. Lui sa rendere semplice anche aspetti molto tecnici.

Lo stage l’ho fatto proprio con lui nel suo ristorante l’Arcade. Un’altra esperienza molto importante per me, sia dal punto di vista professionale che umano.

Alberto D'Agostino grande passione per la cucina

Grazie a Davide di Fabio, con il quale ho instaurato un bellissimo rapporto di amicizia, ho potuto fare grandi esperienze e proprio lui mi sta aiutando a trasformare la mia passione nella mia professione. Molto spesso mi ritrovo in giro per l’Italia a cucinare e questa è una cosa che amo.

Per ora sto ancora facendo l’informatico, ma spero presto, anzi ne sono certo, la cucina diventerà la mia professione.

Amo cambiare e rimettermi in gioco e sono una persona tenace…e poi sento venti di cambiamenti per la mia vita.

05
Dic

Parola d’ordine: golosità – [La storia di Nikita Sergeev]

Nikita Sergeev durante una lezione ad Accademia Chefs

Ogni chef ha una sua anima.

Ogni chef ha il proprio modo di avvicinarsi alla cucina.

Ogni chef è unico.

Oggi vi parliamo di Nikita Sergeev, classe 1989, docente di Accademia Chefs, e scopriamo con lui quanto sia importante per un cuoco essere goloso.

Sono nato e cresciuto a Mosca dove mi sono laureato in Scienze Politiche.

Qualche anno fa sono venuto con la mia famiglia in vacanza nelle Marche. Per tutti noi fu amore a prima vista ed è subito nacque il desiderio di trasferirci nel vostro Paese.

A quei tempi non avevo intenzione di diventare chef. Il mio desiderio era quello di mettere a frutto la mia laurea in Italia, poi però è arrivata la doccia fredda: il mio titolo di studio non era e non è tuttora riconosciuto dall’Unione Europea.

Nonostante le difficoltà fossero molte, non mi diedi per vinto e decisi di dare spazio alla mia grande passione per la cucina tramandatami da mia mamma Ekaterina e da mia nonna Tamara.

Quello che sentivo e sento dentro è un forte interesse per la cucina, non il fuoco sacro che  in molti affermano di avere. Per me quello di divenire chef era una vera missione da perseguire con determinazione, impegno e professionalità.

Nikita Sergeev-parola d'ordine golosità

Mi iscrissi ad Alma sotto la guida del compianto Maestro Gualtiero Marchesi.

Conseguii il diploma con il massimo dei voti al quale seguirono stage presso ristoranti  stellati come il Tramezzo di Parma e all’estero nelle capitali dell’alta ristorazione.

A termine di queste esperienze prese vita il progetto che avevo elaborato prima di iscrivermi ad Alma: un ristorante mio! Un luogo magico dove avverare i miei sogni e quelli della mia famiglia. Alla fine del 2013 nacque, nel cuore storico di Porto San Giorgio, L’Arcade.

Abbiamo appena 22 coperti ma l’elegante mise en place nuda e contemporanea sottolinea la cucina ricca di spunti locali ed internazionali.

Quello che cerco costantemente nel mio lavoro è di eccellere.

Pongo la massima attenzione per le materie prime e per le tecniche di cottura che impiego nella realizzazione dei miei piatti. Amo creare una contaminazione tra Est e Ovest. Questo è possibile grazie ai continui scambi gastro-culturali con i tanti giovani e promettenti chef italiani e stranieri con i quali  ho costruito una rete di condivisione e collaborazione.

Ho ricevuto diversi riconoscimenti in questi anni ma questo è solo un’ulteriore spinta a far sempre meglio.

Non mi sono mai montato la testa: vado avanti dritto per la mia strada a testa alta. Non vivo per le  recensioni delle guide o per i concorsi, bensì per rendere felici i miei ospiti con la mia cucina e per infondere sani principi ai miei studenti.

Come sei divenuto uno dei docenti di Accademia Chefs?

Ricordo che Lino Morello, direttore della scuola, veniva spesso a mangiare nel mio ristorante. Un giorno mi propose di guidare uno dei corsi di cucina ed io accettai.

Da quel momento, e sono passati 4 anni, cerco di dare il mio contributo alla crescita della scuola e di infondere nei suoi allievi la passione per la cucina.

Cosa diresti ai tuoi allievi per motivarli?

Parola d’ordine: golosità  – Ricordate che un cuoco deve essere goloso! Dovete assaggiare tutto per comprenderne il gusto. E’ necessario spaziare senza limiti, solo così potrete sviluppare le vostre idee in equilibrio tra vista e gusto.

E’ vero che mangiamo prima con gli occhi, ma poi dobbiamo essere in grado di deliziare il palato.

Nikita Sergeev - è necessario appagare gusto e vista

 

 

22
Ott

Umiltà e coraggio: intervista allo Chef Valerio Giovannozzi

Umiltà e coraggio sono due dei diversi ingredienti che Valerio Giovannozzi, nuovo docente di Accademia Chefs, pone con cura nel suo lavoro.

Scopriamo insieme come è nata la sua passione per la cucina.

Ciao Valerio, come nasce la tua passione per il mondo della cucina?

Premetto che non ho nessun parente che lavori in questo ambito. Dopo aver intrapreso gli studi presso l’istituto industriale di Ascoli Piceno, sentendo che non era ciò che desideravo, abbandonai gli studi in terza superiore e decisi di andare a fare la stagione. Capii subito che le cucine dei ristoranti erano la mia casa e quindi, finita la stagione mi iscrissi all’alberghiero ricominciando gli studi da zero, studi che concluderò poi con ottimi risultati.

Qual è l’incontro che ha cambiato la tua vita?

Dopo aver ricominciato a lavorare, una sera decisi di andare a cena da solo al ristorante Reale dello chef Niko Romito. Era una cosa insolita che un ragazzo della mia età andasse a mangiare in un luogo così. Incuriosito, lo chef volle parlarmi e, spiegatogli che amavo la cucina e che avrei voluto diventare uno chef, mi propose di iscrivermi al suo corso.

Potete immaginare un ragazzo di quell’età che deve decidere tra acquistare un’auto o frequentare un corso per diventare uno chef? Si trattava di una cifra esorbitante per me, ma grazie all’aiuto di Niko Romito ebbi la possibilità di iscrivermi e di terminare il corso con grande soddisfazione!

Valerio Giovannozzi insegna ad una classe presso Accademia Chefs

Come sei approdato ad Accademia Chefs?

Alla fine del percorso con Niko Romito, grazie all’esperienza che avevo maturato, iniziai a fare consulenza per i ristoranti sia in Italia che all’estero.

Ad oggi sono 9 anni che faccio questo lavoro ed amo insegnare: ecco perché ho accettato con grandissimo entusiasmo l’idea di divenire uno dei docenti di Accademia Chefs.

Cosa ti aspetti di portare in Accademia Chefs?

Sono qui da poco meno di un mese e ho già grandi progetti da voler proporre e realizzare: per il prossimo futuro vorrei creare un mio corso e nel contempo aprire un ristorante, creando una stretta collaborazione tra Accademia Chefs ed il ristorante stesso – una vera sinergia potrei dire. Vorrei che i ragazzi del mio corso venissero a vivere la cucina gestendola totalmente – come se il ristorante fosse loro! Un progetto ambizioso? Certo che sì! Ma sono certo, realizzabile.

La mia passione è sempre in crescita: amo leggere, studiare, capire, sperimentare e conoscere tutto ciò che mi è possibile imparare della cucina e dei suoi segreti.

Valerio Giovannozzi- nuovo chef di Accademia Chefs

Cosa direbbe Valerio Giovannozzi a un ragazzo che vorrebbe seguire le tue orme e divenire uno chef?

Affrontate la cucina con umiltà. In cucina dovete entrare in punta di piedi, nel pieno rispetto di questo luogo. Metteteci del sano coraggio e grande passione, aggiungetevi rispetto per la tradizione e creatività ed avrete non più un uomo, ma un vero chef!

01
Ott

Luana e una nuova storia da scrivere

 

“Mi chiamo Luana, ho 29 anni e non sapevo di avere un sogno…”

Così potrebbe iniziare la storia che andiamo a raccontare; parla di una ragazza con un sogno…un sogno realizzato.

“Tutto è iniziato dopo essermi diplomata presso il liceo scientifico di Teramo e l’iscrizione a Matematica all’università dell’Aquila..”. – ci dice –

“Al termine di un periodo buio durante il quale non riuscivo a fare progressi negli studi, grazie al supporto della mia famiglia, ho deciso di cambiare totalmente rotta. Spinta da loro, nel dicembre 2015 ho iniziato il corso di aiuto cuoco realizzato da Accademia Chefs, corso che ho terminato nell’aprile 2016.”

“All’inizio ero riluttante ed insicura, ma poi ho trovato la motivazione dentro me ed ho iniziato ad emergere. – Grazie ai miei docenti ed allo stage organizzato presso un ristorante di pesce della zona, ho capito che la strada intrapresa era assolutamente giusta per me!”

“Da quando ero piccola, per i miei parenti è sempre stato naturale pensare che io un giorno avrei fatto la cuoca ma per me no! Io immaginavo di fare altro…”

“In realtà ho sempre visto cucinare le donne della mia famiglia; mia mamma, mia zia, mia nonna amavano ed amano i piatti della tradizione ed quindi la cucina è nel mio DNA” – ride Luana

“ Il mio mentore durante le 3 settimane di stage è stato quello che ora è il mio compagno – Lui mi ha fatto comprendere che cambiare strada era stata una buona scelta per la mia vita – i giudizi positivi di chi mi vedeva all’opera ed assaggiava i miei piatti hanno fatto il resto.”

“Da ottobre del 2016 a Gennaio 2017 ho frequentato quindi il corso di Chef, sempre presso Accademia Chefs – al termine del quale, solo dopo due mesi dal diploma, ho trovato lavoropresso un altro ristorante di pesce.

 

Luana del Gaone - Un sogno realizzato

All’inizio ho cominciato a fare gavetta come lavapiatti e pulendo il pesce, ma poi ho trovato spazio nella cucina ed ho iniziato a mettere in pratica tutto quello che avevo imparato dai miei insegnanti.”

“Ad un certo punto ho cominciato a sentire il desiderio di evolvere professionalmente, e quindi, ancora grazie alla mia famiglia, nel luglio 2017 mi sono licenziata –  Un mese dopo ho preso in gestione quello che oggi è il mio ristorante!”

“Ora io sono lo Chef ed il mio ragazzo (il mio ex dante pratica durante lo stage del corso di aiuto cuoco) è il mio aiuto cuoco” – ride ancora.

“Al momento sto partecipando a cuochi d’Italia e rappresento la mia regione! Chi lo avrebbe mai detto?!?! –

Le puntate che registrerò il prossimo mese, andranno in onda a novembre su Sky!”

Cosa diresti a chi come te, aveva un sogno, ma non sapeva di averlo o che desidera cambiare rotta?

“Anche se all’inizio può fare paura mettersi così tanto in gioco, fatelo! Studiate, impegnatevi, sperimentate ed affidatevi a chi può veramente aiutarvi a crescere sia professionalmente che a livello personale.”

Ringrazio il “pool” di docenti di Accademia Chefs, dai quali ho appreso tutto quello che metto in pratica quotidianamente.”

Riassumi tutto in una sola parola:

Provaci”!

21
Set

Accademia Chefs – Master Pasticceria Gluten Free e Vegana

PASTICCERIA SENZA GLUTINE, PASTICCERIA VEGANA DI LUCA MONTERSINO

Avete idea di quale esperienza sensoriale sia assaggiare un dolce senza glutine e vegano? Nooo?

Beh, pensate invece a quanto sarebbe incredibile crearne di dolci così, magari con un vero maestro pasticcere, unendo, sotto la sua guida, la golosità del dolce con l’aspetto salutistico dell’alimentazione. Un vero connubio vincente!

Anche quest’anno Accademia Chefs propone il master di “Pasticceria senza glutine e Pasticceria Vegana con il maestro pasticcere Luca Montersino il quale ci dice:

«Non sono i dolci i nemici della salute ma la qualità degli ingredienti e la scarsa attenzione per valori nutrizionali e calorici».

Il master si terrà presso Accademia Chefs il giorno 9 novembre, avrà una durata di 5 ore e toccherà la più grande passione di questo grande maestro: la pasticceria salutistica.

“La pasticceria salutistica è da oltre 15 anni la mia più grande passione e specialità…Sono stato ideatore e pioniere di questo argomento, ho sempre lottato per far capire che una pasticceria senza…può essere buona per tutti…oggi dopo anni di studi e prove vi porto delle novità nel campo soprattutto del senza uova, adatto quindi anche ai vegani, per poter fare dei dolci buoni…per tutti”

 

Poter essere uno dei partecipanti, apprendere i suoi trucchi, vederlo all’opera carpendo la magia e gli equilibri degli ingredienti e dei colori sarà un’esperienza unica. – Ci dice uno degli allievi del corso pasticceri di Accademia Chefs che parteciperà al master.

E come dice Luca Montersino: “Lo spettacolo dura un momento…la formazione è per sempre”.

Per maggiori informazioni, cliccate QUI!

Vi aspettiamo!

30
Ago

L’arte di decorare un piatto nelle parole di Mariano Narcisi

L'arte di decorare un piatto - Chef Mariano Narcis - equilibrio tra i colori

L’arte si manifesta quotidianamente in un’infinità di modi diversi. La materia, legandosi in una danza di colori e movimento, si fonde con altra materia, dando vita a “luoghi” e spazi in cui le emozioni trovano casa.

Lo chef è un artista. Lui dipinge ogni piatto con il cibo, studiando ed applicando tecniche alla stregua di un pittore.
Nulla è lasciato al caso.
Tutto segue un rituale in cui l’anima gioca con ciò che le dona la natura e la natura con essa.

Ma quali sono i principi che un grande chef deve seguire per decorare un piatto con maestria e spiccato senso estetico?

Lo abbiamo chiesto al nostro chef Mariano Narcisi, docente di Accademia Chefs.

Chef Mariano Narcisi, docente di Accademia Chefs

“Non dobbiamo mai dimenticare che, prima del gusto, una pietanza deve appagare la vista! Io mi baso su tre principi-studio che applico ogniqualvolta compongo un piatto:
– lo studio della tecnica;
– lo studio dei colori;
– lo studio delle simmetrie e geometrie.”

“Posso seguire delle linee orizzontali, verticali o oblique lungo le quali adagiare gli ingredienti; usare un solo colore o creare dei cromatismi in contrasto oppure fare un matching armonioso di tonalità tra gli elementi che decorano il piatto.” -continua –
“Io amo l’arte e fondo queste due grandi passioni, quella della cucina e quella della pittura, per dare vita a piatti appaganti sotto ogni punto di vista.”

L'arte di decorare un piatto - Chef Mariano Narcisi

“Un piatto nasce da un’idea e si sviluppa attraverso l’utilizzo dei principi-studio che ho menzionato prima.
Ci sono delle regole fondamentali da seguire: l’ingrediente principale deve essere posto in alto a sinistra perché è proprio in quel punto che l’occhio del cliente si muoverà inizialmente.” – Ci dice lo chef.

“E’ fondamentale poi dare movimento anche in verticale, creando prima una base con l’ingrediente principale per poi costruire al di sopra di essa una struttura stabile e ben bilanciata.”

Lo chef Narcisi ci svela che la tecnica che ama di più è quella dello splatter che insegna nei corsi dei quali è uno dei docenti e che consiste nello schizzare con un pennello o un cucchiaio delle salse su delle pietanze base a tinta unita, creando linee o puntinando il piatto.

Lui stesso ci invita ad assaggiare con gli occhi (purtroppo per ora solo con quelli!) uno dei suoi piatti d’eccezione: “Risotto Pollock”.

Risotto Pollock opera dello chef Narcisi

“Risotto Pollock” – ispirato al grande pittore Jackson Pollock. I suoi quadri sono “espressionismo astratto”; uno stile pittorico nel quale il colore viene fatto gocciolare spontaneamente o lanciato sulle tele, invece di essere applicato con attenzione.

Gli elementi che compongono questo piatto sono:
Un risotto al burro acido e parmigiano e i suoi giochi di colore: – rosso: riduzione di lampone – giallo: crema di peperone giallo – verde: clorofilla di spinaci – viola: osmosi del cavolo cappuccio – arancione: salsa al peperone rosso – nero: besciamella al nero di seppia.

 

20
Lug

La storia di Fred, in Italia per la cucina (e non solo)

La passione di Fred per la cucina - il nostronuovo aiuto cuoco

 

La passione non si ferma davanti all’età o alle distanze.
Ad insegnarcelo è Fred, un carismatico signore di 63 anni che da New York è venuto a studiare cucina nella nostra scuola, cavalcando il suo sogno di conoscere i trucchi e i segreti dei grandi chefs italiani.

“Mia mamma era calabrese, mentre mio padre era americano ma di origine italiana” – ci racconta. “Ho imparato le prime ricette da lei, che con passione e grande intuito per il buon cibo, creava piatti prelibati e allo stesso tempo sani.”

“Lei seguiva la dieta mediterranea ancor prima che si divulgasse ed io, seguendo il suo esempio, venivo spesso in Italia per migliorare la mia conoscenza in tal senso”.

Cosa l’ha portata in Italia?

“Nella mia vita mi occupavo di commercio di inchiostro digitale ed a gennaio sono andato in pensione” – “moltissimi americani, quando vanno in pensione decidono di trascorrere qualche mese ai Caraibi…in spiaggia, io invece ho deciso di trascorrere un po’ di tempo nella penisola per imparare a cucinare bene!” – ci dice sorridendo.

Fred ha un grande progetto...anzi due…da realizzare non appena ritornerà in America:

Il primo è quello di offrire un servizio di cuoco a domicilio per tutti coloro che nel weekend desiderino assaporare la buona cucina italiana. Ad aiutarlo, nel suo progetto, ci saranno gli studenti delle High-school (scuole superiori) del corso di culinaria, che necessitano di fare tirocinio. Un piccolo team di cuochi che con passione si mettono al servizio del mangiare bene!

Il secondo, che lui definisce più articolato, è quello di creare un sito internet con accesso ad un’area riservata dove saranno presenti dei video in cui si parlerà di cucina (italiana, precisa Fred), di salute e fitness. Il target di riferimento sarà dato da persone obese che desiderino dimagrire senza diete drastiche. “Mi piacerebbe che nei video ci fossero degli esperti a parlare degli argomenti…spero che Mariano (Narcisi) accetti l’invito!”

Uno-dei-fantastici-piatti-cucinati-da-Fred

 

Cosa l’ha spinta a scegliere proprio Accademia Chefs?

“Quando ho iniziato a pensare all’idea di studiare cucina, come sempre accade, ho fatto una ricerca su internet” – “Il sito di Accademia Chefs mi ha colpito subito. Leggendo il programma del corso di aiuto cuoco ho pensato: ecco la scuola perfetta per me!”

“Ho avvertito mia moglie ed i miei amici più stretti ed ognuno di loro mi ha appoggiato con grande entusiasmo – ma ho dovuto promettere di cucinare per tutti loro al mio ritorno negli States”.

“Ciò che ho amato sin da subito della classe di aiuto cuoco è stato il modo in cui vengono trattati gli argomenti” – dice ancora Fred.

“Quando sono arrivato, non sapevo nulla delle basi della cucina, nemmeno che esistessero” – “Ora sto imparando tutto ciò di cui avevo bisogno, grazie alle lezioni teoriche, pratiche sui diversi cibi ed un sacco di trucchi” – “…e poi, ci sono 16 ore di inglese ed io sono il migliore della classe” – Ride.

Come sta vivendo il suo periodo di corso fuori dalla scuola?

“San Benedetto è una città accogliente, dinamica ed a misura d’uomo. Il luogo ideale dove trascorrere 4 mesi. – Resterei in Italia, ma ho altri progetti per la mia vita!”

Allora

Good Luck, dear Fred! We wish you the best!

 

Scopri chi sono i nostri docenti:  https://www.accademiachefs.it/docenti-accademia-chefs/

 

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