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THE BLOG

16
Lug

Creatività e Cucina: la storia di Giada Cascello

Giada Cascello, classe 1989, ha alle spalle un percorso di vita particolare, dove la passione per la cucina s’intreccia a quella per la moda. E con Accademia Chefs ha imparato a usare la propria creatività per “cucire” piatti in grado di stupire.Continua a leggere…

17
Giu

Giovani chef: la storia di Federico Desiro

Federico Desiro è partito dall’Abruzzo per iniziare la sua avventura nel mondo dell’Alta Ristorazione ed è approdato qui ad Accademia Chefs. Il suo è stato un bellissimo percorso, affrontato con grinta ed impegno, ed uno dei momenti più speciali della sua formazione è stato sicuramente avere la possibilità di fare lo stage di chiusura corso accanto al grande chef Heinz Beck.

Federico, raccontaci di te: quando hai iniziato ad appassionarti alla cucina?

Come avete scritto mi chiamo Federico Desiro ho 19 anni e sono originario della Provincia di Pescara, precisamente da Montesilvano. Non ho frequentato una scuola legata al mondo della ristorazione, ma mi sono diplomato in architettura presso il Liceo Artistico. Eppure posso dire che la passione per la cucina è sempre stata presente dentro di me. Quando ad un certo punto ho dovuto scegliere quale strada prendere per il mio futuro, insomma cosa fare da grande, mi sono lanciato partendo quasi da zero e quella passione che sentivo dentro è venuta fuori in maniera prepotente. A quel punto ho scoperto Accademia Chefs e ho pensato che i loro corsi potessero essere proprio quello che serviva a me…e alla fine ho trascorso un intero anno insieme a loro.

-Come è stata la tua esperienza qui in Accademia Chefs?

La mia esperienza in Accademia è stata bellissima, mi ha fatto crescere, mi ha dato le basi per costruire il mio futuro, mi ha fatto incontrare grandi persone e posso dire che è stata la scelta più giusta: in questo lavoro ci vuole passione e tanta voglia di mettersi in gioco, e l’Accademia e gli insegnanti sono stati fondamentali nel trasmettermi tutto questo.

-Durante il corso Chef, anzi alla fine di esso, hai potuto fare un’esperienza davvero speciale: di cosa si tratta?

Allora premetto che ho iniziato prima con il corso Aiuto Cuoco, e poi ho affrontato quello Chef: durante esso ho l’ occasione di lavorare in stage nel ristorante stellato Café Les Paillotes (una stella Michelin) che si trova a Pescara ed è uno dei ristoranti gestiti da Heinz Beck.  Mentre ero lì ho avuto la straordinaria fortuna di passare una giornata con lui e scambiare qualche parola.  Appena è arrivato tutta la cucina (lo chef ed i 3 capipartita) si sono messi a sua disposizione e tutto doveva essere perfetto. Ha creato un piatto per pubblicizzare la cucina ed ha assaggiato alcuni piatti del menu. È stata un’esperienza che non dimenticherò mai.

-Possiamo immaginarlo: e adesso cosa fai Federico?

Da circa un mese e mezzo sto lavorando in un hotel della mia città: i miei titolari hanno visto un qualcosa in me e mi stanno affidando l’intera cucina. Ed alla mia età posso dire che è davvero una soddisfazione straordinaria.

Anche tu hai la stessa passione per la cucina? Puoi fare le stesse scelte di Federico: scopri di più sui corsi di Accademia Chef!

30
Apr

Il sogno di Miriam

Miriam aveva un sogno: uno di quei sogni grandi e belli che accompagnano certe persone fin da quando sono bambine, uno di quei sogni a cui è difficile smettere di pensare anche quando si fa un altro lavoro.

Perché Miriam Troiani, pastry chef e cake designer, non è stata sempre nel mondo della pasticceria. Il suo è un percorso che arriva da lontano: ma lasciamo che sia lei raccontarci cosa l’ha portata a rendere felici le persone attraverso le sue creazioni.Continua a leggere…

28
Mar

Marco Massi è il nuovo pastry chef della squadra Accademia Chefs

Il Maestro Marco Massi, marchigiano doc di Montegranaro, è il nuovo docente del nostro Corso di Pasticceria, che si aggiunge al nostro team d’eccellenza di Pastry Chef: Luca Montersino, Valerio Giovannozzi, Roberto Cantolacqua, Enrico Ciarrocchi e Miriam Troiani.

Più di un pasticciere, Marco è un formatore di primo livello. Un uomo che ha fatto della pasticceria la sua vita e che ama migliorare, imparare e condividere le sue conoscenze.

La svolta per la sua carriera arriva negli anni ’90 quando, mollati i panni del barista inizia a prendere in mano fruste e sac à poche nell’azienda di famiglia. E così Marco inizia a frequentare corsi professionali e concorsi per approfondire un mondo nuovo, ma ricco di nuove sfide.

Durante uno dei concorsi incontra Roberto Lestani, presidente della Federazione internazionale della pasticceria, del gelato e del cioccolato, che lo nomina membro dell ‘”Equipe d’Eccellenza FIPGC – Teams of Excellence FIPGC”. Da qui inizia a collaborare con Caffarel, Molino Merano, Panna Elena e non solo.

Oggi è un formatore di altissimo livello, sia in Italia che fuori Italia.

Perché hai scelto di unirti alla nostra squadra di Accademia Chefs?

È stata una scelta “di cuore”. Ho visto una squadra giovane e brillante. Una scuola che in pochi anni ha portato avanti progetti davvero interessanti, che guardano all’attuale situazione del mondo della pasticceria con un occhio sempre orientato al futuro.

Mi piace collaborare e provare a dare il mio contributo progetti così stimolanti!

Quali sono i valori che vorresti trasmettere ai tuoi studenti?

Voglio far capire a tutto loro che “non è tutto oro” quello che vedono in TV.

La pasticceria è fatta sicuramente di passione, divertimento e un pizzico di leggerezza. Ma i risultati si ottengono solo con impegno, tanto lavoro, costanza e…una sana gavetta!

Un percorso che ho seguito anche io, che può sembrare duro e difficile ma che nel tempo porta davvero enormi soddisfazioni.

 

Grazie Maestro, non vediamo l’ora di vederti in azione nella nostra accademia.

 

 

 

 

 

28
Feb

Martina, dal Piemonte alle Marche

Martina, classe 1994. Attualmente è una delle allieve della 2° edizione del Corso Gourmet Experience. Nata a Vercelli, la città che ha l’ha vista crescere come donna e come Chef, ha una passione assoluta per il cibo e la natura.

“Fin da piccola ho sempre adorato il mondo gastronomico. Adoravo tutto ciò che riguardava il cibo, i suoi profumi, il gusto e l’impatto visivo. In più, vivendo in montagna sono da sempre circondata dalla natura e questo ha stimolato il mio interesse. Ciò che mi affascina di più è vedere quante emozioni un piatto può provocare in chi lo consuma.”

Una scelta davvero di coraggio: partire dal Piemonte, fare le valigie con le proprie ambizioni e spostarsi nelle Marche.

“Devo dire che questa decisione non è stata affatto presa alla leggera. Ho valutato numerosi corsi ed opportunità, anche vicini a casa mia. Un giorno la mia attenzione è stata catturata da questo corso Gourmet Experience: un percorso “nuovo”, innovativo, capace di dare una visione completa del panorama gourmet italiano.
Ho studiato a fondo tutto il percorso e alla fine il mio cuore mi ha portato qui, ad Accademia Chefs.”

 

 

In che modo il Corso di Accademia Chefs ti sta facendo crescere professionalmente?

“Sto avendo tante possibilità durante questo percorso e sono davvero entusiasta. Abbiamo avuto la possibilità di conoscere tantissimi Chef di alto livello. Ognuno ci ha fatto entrare nel suo mondo, ci ha spiegato la sua visione di cucina. È stato davvero emozionante poterli vedere all’opera, ‘spiare’ le loro tecniche e la loro manualità.
Credo che questo sia l’unico vero modo per imparare. Così acquisisci ancora più consapevolezza su quale sia la tua filosofia in cucina e verso quale tipologia gastronomica muoversi. Questo corso ti forma davvero per il tuo futuro, riesci ad uscir fuori con una tua idea per inserirti senza difficoltà nel mondo della cucina.”

E allora cosa consiglierebbe Martina ad un ragazzo come lei che vuole iniziare questo percorso?

“Gli direi di viverselo al 100%, godersi ogni attimo. È un’occasione irripetibile per cui bisogna cercare di recepire ogni piccolo consiglio e stimolo che gli chef e i formatori ti regalano continuamente.”

 

21
Dic

Panettone tradizionale – [Ricetta di Valerio Giovannozzi]

Accademia Chefs - Panettone con canditi e uvetta

Quest’anno, noi di Accademia Chefs, abbiamo deciso di farvi un regalo: la ricetta del panettone.

Le varianti sono innumerevoli, ma noi, amanti della tradizione, abbiamo optato per quello più classico con uvetta e canditi.

Il nostro chef  e docente Valerio Giovannozzi ci elenca gli ingredienti e ci spiega il procedimento per rendere ancora più magico e goloso il nostro Natale:

Il panettone è realizzato con due impasti ed ecco a voi gli ingredienti ed il procedimento.

Ricetta è per 1 panettone da 1 kg

 

Il primo impasto serale viene fatto con:

180g di farina Manitoba 

55g lievito naturale

55g di zucchero

70g di burro

90g di acqua 

45g tuorli d’uovo

 

Il secondo impasto viene realizzato la mattina seguente con:

60g di farina Manitoba 

50g di zucchero

15g di miele

3g di sale

110g di burro

45g di tuorli d’uovo

30g acqua 

70g di arancia candita

40g di cedro candito

110g di uvetta sultanina

Procedimento

Giorno 1

Alle 8 di mattina circa procedere con il primo rinfresco del lievito naturale ad esempio: 

100g di lievito – 100g di farina e 50g di acqua.

Come sapete il rinfresco è il procedimento necessario a dar vita ai microrganismi in grado di attivare la fermentazione.

Facciamo raddoppiare l’impasto ottenuto (questo richiederà circa 3/4 ore) e procederemo poi con altri due rinfreschi durante l’arco della giornata.

Alle 20 circa possiamo iniziare il primo impasto.

Versare in una planetaria con gancio o in un’impastatrice l’acqua e lo zucchero, lavorandoli fino a che lo zucchero non si sarà completamente sciolto. 

Versare subito la farina setacciata e lavorare l’impasto a velocità bassa per circa 10/12 minuti, fino a quando l’impasto non sarà liscio e incordato.

Nel frattempo mescolate il burro a temperatura ambiente con i tuorli d’uovo che verranno uniti al burro poco alla volta fino a creare una crema liscia e gialla.

Unite in due mandate il composto di burro e tuorli nell’impastatrice e lavorate il tutto (l’impasto si dovrà staccare dalle pareti).

Durante tutta questa fase non superare mai la temperatura di 26/27 gradi dell’impasto.

Nel caso dovesse essere caldo al tatto mettetelo per 1 ora nel frigorifero oppure 10 minuti nel freezer.

Mettete a lievitare l’impasto ottenuto per 12/14 ore a 28/26 gradi. 

 

Giorno 2

Per realizzare il secondo impasto mattutino, mettete il primo impasto nella planetaria o nell’impastatrice e lavoratelo lentamente per 5 minuti.

Unite poi la farina fino a farlo incordare.

Unite subito dopo la vaniglia, il miele e lo zucchero, l’acqua ed in fine il sale.

Lasciate incorporare il tutto facendo girare lentamente.

Appena l’impasto sarà  incordato e liscio, unite il composto di burro e tuorli in due mandate fino a che l’impasto non si staccherà dalle pareti.

Infine aggiungete i canditi e lasciate che si incorporino nella maglia glutinica.

Questo secondo impasto dovrà essere lavorato per circa 30 minuti, avendo sempre cura di non superare 26 gradi.

Versate l’impasto ottenuto nello stampo da panettone e lasciatelo lievitare per 6/8 ore a 30gradi

Quando sarà lievitato, incidere l’impasto creando un taglio a croce ed inserite al centro dell’impasto una noce di burro.

Cottura:

Infornate l’impasto per 20 minuti a 175gradi poi abbassate il forno a 150 e fate cuocere per altri 30 minuti.

Molto importante!

Appena cotto bisognerà capovolgere il panettone a testa in giù fino a quando non sarà tiepido – altrimenti l’impasto collasserà.

Buon panettone e Buon Natale da

Valerio Giovannozzi e da tutto lo staff di Accademia Chefs

Tanti auguri di buon Natale da Accademia Chefs

13
Dic

Nulla accade per caso [la storia di Alberto]

Alberto D'Agostino ad Accademia Chefs

Mi chiamo Alberto ed ho 36 anni.

La mia passione per la cucina nasce in tenera età. Grazie ai miei nonni paterni che me ne hanno fatto apprezzare l’essenza. Ho passato la mia infanzia a Teramo con loro e sono stati fondamentali per la mia vita.

Ricordo la mia prima ricetta: ero molto piccolo ed avevo cucinato una zuppa per i nostri gatti. Direi un vero successo: anche loro si sono rifiutati di mangiarla – Ride Alberto.

Mia nonna era più legata alla tradizione culinaria, cucinava molto bene i piatti di carne, mentre il vero artista di famiglia era mio nonno Alberto.

Ricordo una ricetta creata insieme: meringhe con m&m’s. – Immaginate il risultato – un tripudio di colori!

Per un paio d’anni ho smesso di cucinare perché non volevo deludere il palato sopraffino della mia compagna.

Nel 2016 accade però un avvenimento che cambierà la mia vita: mia nonna paterna si ammala.

Poco prima di morire mi dà un consiglio: “Alberto ascoltati dentro. Fa’ quello che vuoi fare nella vita”.

Nello stesso anno avevo conosciuto Massimo Bottura ed il suo sous chef Davide di Fabio, professionisti che stimo tantissimo.

L’incontro con Davide e le parole di mia nonna mi risuonano così tanto dentro me che nel febbraio 2017 decido di iscrivermi al corso di aiuto cuoco di Accademia Chefs.

Questa era la mia strada.

Il corso è stato un insieme di emozioni e tecnica. Fondamentale per imparare le basi ed affinare la mia conoscenza.

Dopo il diploma ho avuto modo di partecipare a Postrivoro, esperienza che mi ha veramente cambiato la vita, e poi all’Al meni situazione in cui ho potuto lavorare fianco a fianco con Massimo Bottura.

Ho deciso poi di iscrivermi al corso di chef di Accademia Chefs. Il mio mentore è stato Nikita Sergeev, veramente un grande maestro. Lui sa rendere semplice anche aspetti molto tecnici.

Lo stage l’ho fatto proprio con lui nel suo ristorante l’Arcade. Un’altra esperienza molto importante per me, sia dal punto di vista professionale che umano.

Alberto D'Agostino grande passione per la cucina

Grazie a Davide di Fabio, con il quale ho instaurato un bellissimo rapporto di amicizia, ho potuto fare grandi esperienze e proprio lui mi sta aiutando a trasformare la mia passione nella mia professione. Molto spesso mi ritrovo in giro per l’Italia a cucinare e questa è una cosa che amo.

Per ora sto ancora facendo l’informatico, ma spero presto, anzi ne sono certo, la cucina diventerà la mia professione.

Amo cambiare e rimettermi in gioco e sono una persona tenace…e poi sento venti di cambiamenti per la mia vita.

05
Dic

Parola d’ordine: golosità – [La storia di Nikita Sergeev]

Nikita Sergeev durante una lezione ad Accademia Chefs

Ogni chef ha una sua anima.

Ogni chef ha il proprio modo di avvicinarsi alla cucina.

Ogni chef è unico.

Oggi vi parliamo di Nikita Sergeev, classe 1989, docente di Accademia Chefs, e scopriamo con lui quanto sia importante per un cuoco essere goloso.

Sono nato e cresciuto a Mosca dove mi sono laureato in Scienze Politiche.

Qualche anno fa sono venuto con la mia famiglia in vacanza nelle Marche. Per tutti noi fu amore a prima vista ed è subito nacque il desiderio di trasferirci nel vostro Paese.

A quei tempi non avevo intenzione di diventare chef. Il mio desiderio era quello di mettere a frutto la mia laurea in Italia, poi però è arrivata la doccia fredda: il mio titolo di studio non era e non è tuttora riconosciuto dall’Unione Europea.

Nonostante le difficoltà fossero molte, non mi diedi per vinto e decisi di dare spazio alla mia grande passione per la cucina tramandatami da mia mamma Ekaterina e da mia nonna Tamara.

Quello che sentivo e sento dentro è un forte interesse per la cucina, non il fuoco sacro che  in molti affermano di avere. Per me quello di divenire chef era una vera missione da perseguire con determinazione, impegno e professionalità.

Nikita Sergeev-parola d'ordine golosità

Mi iscrissi ad Alma sotto la guida del compianto Maestro Gualtiero Marchesi.

Conseguii il diploma con il massimo dei voti al quale seguirono stage presso ristoranti  stellati come il Tramezzo di Parma e all’estero nelle capitali dell’alta ristorazione.

A termine di queste esperienze prese vita il progetto che avevo elaborato prima di iscrivermi ad Alma: un ristorante mio! Un luogo magico dove avverare i miei sogni e quelli della mia famiglia. Alla fine del 2013 nacque, nel cuore storico di Porto San Giorgio, L’Arcade.

Abbiamo appena 22 coperti ma l’elegante mise en place nuda e contemporanea sottolinea la cucina ricca di spunti locali ed internazionali.

Quello che cerco costantemente nel mio lavoro è di eccellere.

Pongo la massima attenzione per le materie prime e per le tecniche di cottura che impiego nella realizzazione dei miei piatti. Amo creare una contaminazione tra Est e Ovest. Questo è possibile grazie ai continui scambi gastro-culturali con i tanti giovani e promettenti chef italiani e stranieri con i quali  ho costruito una rete di condivisione e collaborazione.

Ho ricevuto diversi riconoscimenti in questi anni ma questo è solo un’ulteriore spinta a far sempre meglio.

Non mi sono mai montato la testa: vado avanti dritto per la mia strada a testa alta. Non vivo per le  recensioni delle guide o per i concorsi, bensì per rendere felici i miei ospiti con la mia cucina e per infondere sani principi ai miei studenti.

Come sei divenuto uno dei docenti di Accademia Chefs?

Ricordo che Roberto Morello, direttore della scuola, veniva spesso a mangiare nel mio ristorante. Un giorno mi propose di guidare uno dei corsi di cucina ed io accettai.

Da quel momento, e sono passati 4 anni, cerco di dare il mio contributo alla crescita della scuola e di infondere nei suoi allievi la passione per la cucina.

Cosa diresti ai tuoi allievi per motivarli?

Parola d’ordine: golosità  – Ricordate che un cuoco deve essere goloso! Dovete assaggiare tutto per comprenderne il gusto. E’ necessario spaziare senza limiti, solo così potrete sviluppare le vostre idee in equilibrio tra vista e gusto.

E’ vero che mangiamo prima con gli occhi, ma poi dobbiamo essere in grado di deliziare il palato.

Nikita Sergeev - è necessario appagare gusto e vista

 

 

03
Nov

Nuovi spunti e nuovi traguardi  [il corso di pasticceria di Accademia Chefs cambia veste]

Luca Montersino - Corso Pasticcere -Accademia Chefs

 

Nuovi spunti e nuovi traguardi da raggiungere: il corso di pasticcere di Accademia Chefs cambia veste.

Secondo un’indagine dell’Ufficio Studi Fipe – Federazione Italiana Pubblici Esercizi, torte e gelati continuano a riscuotere molto successo.

Da un punto di vista occupazionale, in questo settore, primeggiano i contratti a tempo indeterminato. Molto importante anche il ruolo dei giovani e delle donne.

Dall’indagine emerge un dato di particolare rilievo in quanto, sul territorio italiano, mancano 2500 gelatai e pasticceri qualificati.

Accademia Chefs ha deciso di rispondere alla situazione lavorativa, modificando il corso di pasticceria ed offrendo nuovi e più esaltanti spunti ai suoi studenti. 

Accademia Chefs è diventata il punto di riferimento per allievi provenienti da tutta Italia.

I 7 insegnanti del corso creeranno altrettanti percorsi formativi che porteranno gli allievi ad una formazione completa.

Tra i docenti citiamo il maestro Luca Montersino, noto pasticcere che negli ultimi anni ha avuto modo di essere protagonista di numerosi programmi televisivi: Peccati di Gola, Accademia Montersino e La prova del Cuoco. Luca è la dimostrazione di come passione ed impegno possano portare a risultati eccezionali. Il maestro terrà un master di pasticceria per tutti coloro che vogliono fare della loro passione la loro nuova professione.

Meno noti ma non meno talentuosi e preparati sono Valerio Giovannozzi, anima cool della squadra. Formatosi sotto la guida del grande Niko Romito.

Roberto Cantolacqua, è il fulcro della pasticceria Mimosa di Tolentino e dal 2012 fa parte dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani.

Roberto Cantolaqua - Maestro Pasticcere di Accademia Chefs

Figlio d’arte, Enrico Ciarrocchi, fonde estro ed esperienza nella preparazione dei più tradizionali dolci Italiani.

Protagonista in diversi luoghi del mondo, il noto pastry-chef Patrizio Evangelista, con la sua esperienza trentennale, è un pilastro fondamentale di Accademia Chefs.

Non si può poi non citare il lato femminile di questo organico vincente: Miriam Troiani e Roberta Magno. Solare e determinata, Miriam inizia quasi per scherzo il percorso che oggi la vede collaborare con i Maestri dell’Arte Pasticcera. La sua maggiore peculiarità? La tenacia.

Roberta, laureata in psicologia del marketing, approda al mondo della pasticceria con curiosità e metodo, doti che la portano anche oggi ad essere, oltre che pasticcera, anche consulente per le Marche e l’Abruzzo.

Ognuno di loro si è messo in gioco.

Ognuno di loro ha avuto il proprio percorso personale che gli ha visti ridere e perché no, alle volte piangere.

Ognuno di loro si è impegnato, ha messo in gioco le proprie doti ed abilità.

Ognuno di loro oggi è un professionista affermato e felice del proprio lavoro.

Tu che leggi, potresti essere il prossimo. Ma la scelta spetta solo a te!

Accademia Chefs ed i suoi maestri pasticceri ti aspettano!

22
Ott

Umiltà e coraggio [Valerio Giovannozzi]

Valerio Giovannozzi - umiltà e coraggio

Umiltà e coraggio sono due dei diversi ingredienti che Valerio Giovannozzi, nuovo docente di Accademia Chefs, pone con cura nel suo lavoro.

Scopriamo insieme come è nata la sua passione per la cucina.

“Premetto che non ho nessun parente che lavori in questo ambito!” – ci dice sorridendo.

“Dopo aver intrapreso gli studi presso l’istituto industriale di Ascoli Piceno, sentendo che non era ciò che desideravo, abbandonai gli studi in terza superiore e decisi di andare a fare la stagione.”

“Capii subito che le cucine dei ristoranti erano la mia casa e quindi, finita la stagione mi iscrissi all’alberghiero ricominciando gli studi da zero, studi che concluderò poi con ottimi risultati.”

“Dopo aver ricominciato a lavorare, una sera decisi di andare a cena da solo al ristorante Reale dello chef Niko Romito. Era una cosa insolita che un ragazzo della mia età andasse a mangiare in un luogo così… Incuriosito lo chef volle parlarmi e, spiegatoli che amavo la cucina e che avrei voluto diventare uno chef, mi propose di iscrivermi al suo corso!”

“Potete immaginare un ragazzo di quell’età che deve decidere tra acquistare un’auto o frequentare un corso per diventare uno chef?!? Si trattava di una cifra esorbitante per me, ma grazie all’aiuto di Niko Romito ebbi la possibilità di iscrivermi e di terminare il corso con grande soddisfazione! – Sorride Valerio.

Valerio Giovannozzi insegna ad una classe presso Accademia Chefs

Come sei approdato ad Accademia Chefs?

“Alla fine del percorso, grazie all’esperienza che avevo maturato, iniziai a fare consulenza per i ristoranti sia in Italia che all’estero. Ad oggi sono 9 anni che faccio questo lavoro ed amo insegnare…ecco perché ho accettato con grandissimo entusiasmo l’idea di divenire uno dei docenti di Accademia Chefs!”

“Sono qui da poco meno di un mese ed ho già grandi progetti da voler proporre e realizzare: per il prossimo futuro vorrei creare un mio corso e nel contempo aprire un ristorante, creando una stretta collaborazione tra Accademia Chefs ed il ristorante stesso – una vera sinergia potrei dire.

Vorrei che i ragazzi del mio corso venissero a vivere la cucina gestendola totalmente – come se il ristorante fosse loro! Un progetto ambizioso? Certo che sì! Ma sono certo, realizzabile!” – Ci dice!

“La mia passione è sempre in crescita: amo leggere, studiare, capire, sperimentare e conoscere tutto ciò che mi è possibile imparare della cucina e dei suoi segreti.”

Valerio Giovannozzi- nuovo chef di Accademia Chefs

Cosa diresti ad un ragazzo che vorrebbe seguire le tue orme e divenire uno chef?

“Affrontate la cucina con umiltà...in cucina dovete entrare in punta di piedi, nel pieno rispetto di questo luogo. Metteteci del sano coraggio e grande passione, aggiungetevi rispetto per la tradizione e creatività…ed avrete non più un uomo, ma un vero chef.”

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