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Mar

Il tuo obiettivo è l’Alta Cucina? Formarti è la strada da percorrere!

 

Sono le esperienze condivise spesso a suggerirci qual è il modo migliore per ottenere la soddisfazione del  nostro impegno. Le storie di chi ce l’ha già fatta, o che è in rampa di lancio, rappresentano non solo uno stimolo, ma anche un insegnamento. La storia di Pierpaolo di Gennaro, attualmente nella brigata dello chef Enzo di Pasquale presso il ristorante Aprudia di Giulianova, racconta non solo la passione, ma anche l’importanza dell’investimento in formazione. È necessario formarsi e acquisire esperienze per sperimentare e avere l’opportunità di lavorare in cucine di elevato livello.

 

Ciao Pierpaolo, in 4 anni hai frequentato 2 corsi in Accademia ChefS e sei stato testimone di esperienze altamente formative. Ci racconti il tuo percorso da appassionato di cucina a chef?

“La passione per la cucina mi ha sempre accompagnato, ma non credevo sarebbe stato il mio lavoro. In effetti mi sono diplomato come geometra e mi sono iscritto alla facoltà di Ingegneria Civile. Hai presente però quando hai quella vocina dentro che ti dice che il tuo futuro è un altro? Ho capito che ciò che davvero volevo era costruirmi una carriera nel mondo della ristorazione, ma sapevo anche che avevo bisogno di solide basi sulle quali poggiare i miei progetti. Accademia Chefs mi è subito parsa la scelta perfetta: il programma del corso Aiuto Cuoco era esattamente quello che faceva per me. Un percorso intenso, nel quale avrei potuto imparare ciò di cui avevo bisogno con dei docenti di spessore che in parte, già conoscevo e stimavo.
Sicuramente avevo la consapevolezza che avrei dovuto impegnarmi molto, ma allo stesso tempo ero fortemente stimolato: senza il percorso formativo fatto ad Accademia Chefs, il sogno di diventare chef sarebbe rimasto tale”.

 

Durante il Corso di Aiuto Cuoco hai conosciuto anche lo chef Andrea Mosca: un incontro fondamentale per te…

“È un altro motivo per cui sono grato ad Accademia Chefs! Imparare da grandi professionisti ti mette a disposizione opportunità che altrimenti mai potresti avere. Alla fine del percorso Aiuto Cuoco sono previste 240 ore di stage che io ho avuto la fortuna di fare al fianco proprio di Andrea Mosca, attualmente Chef del Vitanova di Civitanova Marche. Ho potuto scoprire una cucina assolutamente diversa da quella tradizionale, raffinata, elegante, curata in ogni minimo dettaglio. Il cliente è l’obiettivo verso il quale tutto si rivolge: metterlo a suo agio, coccolarlo, sorprenderlo.
Dal 2015 al 2019 ho fatto tantissime esperienze lavorative, ho girato molto per poter replicare un’esperienza come quella fatta in stage, ma devo ammettere che tra Marche e Abruzzo è piuttosto difficile. La mia voglia di crescere, sperimentare e conoscere nuove tecniche non si è però fermata a queste difficoltà e mi ha portato ad un altro incontro fondamentale, quello con lo chef Valerio Giovannozzi che, insieme allo Chef Matteo Baronetto, ha organizzato una cena stellata a Bagni Andrea nel 2018 alla quale ho potuto partecipare: uno stimolo enorme.
Quando ho scoperto che Giovannozzi sarebbe stato Chef Head ad Accademia Chefs ho avuto la spinta necessaria per lanciarmi in un nuovo percorso formativo, quello di Chef Gourmet”.

 

Che cosa ti ha colpito di questo secondo percorso professionale in Accademia?

“Le tecniche, senza dubbio. Fermentazione, cucina molecolare, sushi: padroneggiare queste tecniche significa avere enormi opportunità lavorative e poter mirare all’Alta Cucina. Tra l’altro, proprio durante questo corso ho conosciuto lo chef Enzo Di Pasquale con il quale oggi ho la fortuna di lavorare nel suo ristorante Aprudia. Ancora una volta, grazie ad Accademia Chefs, la mia carriera ha potuto compiere un ulteriore scatto in avanti”.

 

Quanto è stata formativa l’esperienza fatta in Accademia per poterti confrontare con una realtà d’eccellenza come quella di Aprudia?

“Tutto quello che ho imparato è stato fondamentale. Se non sei al passo con l’innovazione rimarrai sempre indietro. La cucina di Enzo è molto sperimentale, con ingredienti molto particolari come il kefir, tecniche come le fermentazioni, non tutti sanno trattarle. Grazie ai corsi che ho frequentato ho un bagaglio enogastronomico grazie al quale oggi sono qui”.

 

Consiglieresti ad un giovane con i tuoi stessi sogni di dedicare del tempo ad un percorso di formazione? Perché secondo te è importante?

“La formazione è importantissima perché ti permette di non essere mai obsoleto, ti dà nuove conoscenze, un bagaglio molto più ampio e la possibilità di essere sempre al passo anche con le cucine più sperimentali. Assolutamente continuare ad investire su questo aspetto anche se ha già un lavoro nel settore è una necessità, soprattutto se poi si vorrà anche essere in grado di sperimentare qualcosa di nuovo da soli”.

 

Nonostante la tua giovane età stai già facendo un ottimo percorso nell’Alta Cucina, un grande esempio il tuo. Che cosa ti aspetti dal futuro?

“A 30 anni ho già raggiunto molti degli obiettivi che mi ero posto: confrontarmi con uno Chef come Enzo Di Pasquale è già moltissimo. Certo è che non voglio fermarmi qui: vorrei far conoscere la mia idea di cucina, comunicare grazie ai piatti la mia visione, mettermi in gioco. Tutto quello che ho imparato frequentando i corsi, le mie esperienze, i viaggi intrapresi, vorrei inserirlo all’interno di un percorso culinario attraverso il quale sorprendere un domani chi verrà ad assaggiare i miei piatti”.

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