Mai come oggi il mondo della ristorazione si è trovato a chiedersi per voce sola cosa ne sarà del suo futuro. E mai come oggi è importante ascoltare le parole di chi, nella ristorazione ha offerto ai propri clienti esperienze che non si dimenticano. Iniziamo quindi un ciclo di interviste che vedranno protagonisti chef e proprietari di alcuni luoghi simbolo del mondo del buon cibo: e iniziamo con Sigismondo Gaetani della Degusteria del Gigante.
Gaetani è proprietario di questa piccola gemma incastonata tra le vie del centro storico di San Benedetto e ha cresciuto la sua creatura mettendo al centro la biodiversità, la valorizzazione di verdure, ortaggi e legumi ma anche grani antichi e vini del territorio.
Sigismondo Gaetani, raccontaci di te: come è iniziata la tua presenza nel mondo della ristorazione?
Ho iniziato a tredici anni lavorando in cucina, così come iniziano tutti: a quella età non sapevo ancora fare nulla ma ero affascinato dal cibo! Ho cominciato dai compiti più semplici: pelavo patate e aglio nel ristorante di uno zio.
Qualche parola sul tuo locale, la Degusteria del Gigante: dicci i tre punti di forza che lo rendono unico!
I tre punti di forza del mio locale? Senza dubbio il fatto che amo sempre distinguermi (e di riflesso lo fa anche la Degusteria), che mi piace lavorare facendo squadra, ma soprattutto che siamo in grado di trasmettere le nostre emozioni, le nostre sensazioni sul lavoro che portiamo avanti, facendo conoscere i nostri prodotti e i piatti che realizziamo con essi.
Nessuno avrebbe mai potuto pensare ad 2020 così. Come immagini il futuro della ristorazione in generale ma anche nello specifico di dove vivi?
In questo momento posso dire che difficile rispondere a questa domanda. Io amo profondamente il lato dell’accoglienza che deve sempre accompagnare una ristorazione di qualità: e come possiamo scindere le due cose? Sì diciamo che non avrei mai pensato di arrivare ad una situazione del genere.
La Regione Marche ha autorizzato l’asporto (la consegna domicilio era già permessa): qual è l’idea in merito di Sigismondo Gaetani?
Favorevole: ma stiamo parlando di pura sopravvivenza. Io ancora non ho aperto, per cui sto ancora riflettendo: forse da qui ad un anno dovrà essere un supporto in più al servizio che faremo in sala… se ci sarà di nuovo un servizio in sala.
Dimentichiamo per un attimo il Covid e ritorniamo al tuo locale: come scegli i tuoi collaboratori? Quanto è importante la loro formazione?
I miei collaboratori li scelgo soprattutto controllando quanto sono attenti alla pulizia sul lavoro, li scelgo per la semplicità, per il loro modo di parlare: per me è importante soprattutto come si pongono davanti i clienti, faccio una selezione sempre molto accurata.
Come hai conosciuto Accademia Chefs? Pensi che il territorio avesse bisogno di un centro formativo di questo livello? Cosa hai apprezzato maggiormente del loro modo di fare formazione?
Sì certo, anzi penso che il territorio avesse un bisogno di un centro formativo come Accademia Chefs, ma soprattutto il centro formativo deve essere sempre aggiornato nei metodi e dare la possibilità ai ragazzi di trovare un immediato sbocco lavorativo. Il metodo dell’Accademia per quello che ne so io (sono stato anche docente per un periodo) va benissimo, mi sembra perfetta come situazione perché i ragazzi li vedo motivati e che si impegnano.
È fondamentale che ci sia un certo rigore: perché poi ci sarà l’incontro con il mondo del lavoro, e senza la giusta preparazione non è facile trovare il proprio ruolo!




