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THE BLOG

21
Dic

Panettone tradizionale – [Ricetta di Valerio Giovannozzi]

Accademia Chefs - Panettone con canditi e uvetta

Quest’anno, noi di Accademia Chefs, abbiamo deciso di farvi un regalo: la ricetta del panettone.

Le varianti sono innumerevoli, ma noi, amanti della tradizione, abbiamo optato per quello più classico con uvetta e canditi.

Il nostro chef  e docente Valerio Giovannozzi ci elenca gli ingredienti e ci spiega il procedimento per rendere ancora più magico e goloso il nostro Natale:

Il panettone è realizzato con due impasti ed ecco a voi gli ingredienti ed il procedimento.

Ricetta è per 1 panettone da 1 kg

 

Il primo impasto serale viene fatto con:

180g di farina Manitoba 

55g lievito naturale

55g di zucchero

70g di burro

90g di acqua 

45g tuorli d’uovo

 

Il secondo impasto viene realizzato la mattina seguente con:

60g di farina Manitoba 

50g di zucchero

15g di miele

3g di sale

110g di burro

45g di tuorli d’uovo

30g acqua 

70g di arancia candita

40g di cedro candito

110g di uvetta sultanina

Procedimento

Giorno 1

Alle 8 di mattina circa procedere con il primo rinfresco del lievito naturale ad esempio: 

100g di lievito – 100g di farina e 50g di acqua.

Come sapete il rinfresco è il procedimento necessario a dar vita ai microrganismi in grado di attivare la fermentazione.

Facciamo raddoppiare l’impasto ottenuto (questo richiederà circa 3/4 ore) e procederemo poi con altri due rinfreschi durante l’arco della giornata.

Alle 20 circa possiamo iniziare il primo impasto.

Versare in una planetaria con gancio o in un’impastatrice l’acqua e lo zucchero, lavorandoli fino a che lo zucchero non si sarà completamente sciolto. 

Versare subito la farina setacciata e lavorare l’impasto a velocità bassa per circa 10/12 minuti, fino a quando l’impasto non sarà liscio e incordato.

Nel frattempo mescolate il burro a temperatura ambiente con i tuorli d’uovo che verranno uniti al burro poco alla volta fino a creare una crema liscia e gialla.

Unite in due mandate il composto di burro e tuorli nell’impastatrice e lavorate il tutto (l’impasto si dovrà staccare dalle pareti).

Durante tutta questa fase non superare mai la temperatura di 26/27 gradi dell’impasto.

Nel caso dovesse essere caldo al tatto mettetelo per 1 ora nel frigorifero oppure 10 minuti nel freezer.

Mettete a lievitare l’impasto ottenuto per 12/14 ore a 28/26 gradi. 

 

Giorno 2

Per realizzare il secondo impasto mattutino, mettete il primo impasto nella planetaria o nell’impastatrice e lavoratelo lentamente per 5 minuti.

Unite poi la farina fino a farlo incordare.

Unite subito dopo la vaniglia, il miele e lo zucchero, l’acqua ed in fine il sale.

Lasciate incorporare il tutto facendo girare lentamente.

Appena l’impasto sarà  incordato e liscio, unite il composto di burro e tuorli in due mandate fino a che l’impasto non si staccherà dalle pareti.

Infine aggiungete i canditi e lasciate che si incorporino nella maglia glutinica.

Questo secondo impasto dovrà essere lavorato per circa 30 minuti, avendo sempre cura di non superare 26 gradi.

Versate l’impasto ottenuto nello stampo da panettone e lasciatelo lievitare per 6/8 ore a 30gradi

Quando sarà lievitato, incidere l’impasto creando un taglio a croce ed inserite al centro dell’impasto una noce di burro.

Cottura:

Infornate l’impasto per 20 minuti a 175gradi poi abbassate il forno a 150 e fate cuocere per altri 30 minuti.

Molto importante!

Appena cotto bisognerà capovolgere il panettone a testa in giù fino a quando non sarà tiepido – altrimenti l’impasto collasserà.

Buon panettone e Buon Natale da

Valerio Giovannozzi e da tutto lo staff di Accademia Chefs

Tanti auguri di buon Natale da Accademia Chefs

22
Ott

Umiltà e coraggio [Valerio Giovannozzi]

Valerio Giovannozzi - umiltà e coraggio

Umiltà e coraggio sono due dei diversi ingredienti che Valerio Giovannozzi, nuovo docente di Accademia Chefs, pone con cura nel suo lavoro.

Scopriamo insieme come è nata la sua passione per la cucina.

“Premetto che non ho nessun parente che lavori in questo ambito!” – ci dice sorridendo.

“Dopo aver intrapreso gli studi presso l’istituto industriale di Ascoli Piceno, sentendo che non era ciò che desideravo, abbandonai gli studi in terza superiore e decisi di andare a fare la stagione.”

“Capii subito che le cucine dei ristoranti erano la mia casa e quindi, finita la stagione mi iscrissi all’alberghiero ricominciando gli studi da zero, studi che concluderò poi con ottimi risultati.”

“Dopo aver ricominciato a lavorare, una sera decisi di andare a cena da solo al ristorante Reale dello chef Niko Romito. Era una cosa insolita che un ragazzo della mia età andasse a mangiare in un luogo così… Incuriosito lo chef volle parlarmi e, spiegatoli che amavo la cucina e che avrei voluto diventare uno chef, mi propose di iscrivermi al suo corso!”

“Potete immaginare un ragazzo di quell’età che deve decidere tra acquistare un’auto o frequentare un corso per diventare uno chef?!? Si trattava di una cifra esorbitante per me, ma grazie all’aiuto di Niko Romito ebbi la possibilità di iscrivermi e di terminare il corso con grande soddisfazione! – Sorride Valerio.

Valerio Giovannozzi insegna ad una classe presso Accademia Chefs

Come sei approdato ad Accademia Chefs?

“Alla fine del percorso, grazie all’esperienza che avevo maturato, iniziai a fare consulenza per i ristoranti sia in Italia che all’estero. Ad oggi sono 9 anni che faccio questo lavoro ed amo insegnare…ecco perché ho accettato con grandissimo entusiasmo l’idea di divenire uno dei docenti di Accademia Chefs!”

“Sono qui da poco meno di un mese ed ho già grandi progetti da voler proporre e realizzare: per il prossimo futuro vorrei creare un mio corso e nel contempo aprire un ristorante, creando una stretta collaborazione tra Accademia Chefs ed il ristorante stesso – una vera sinergia potrei dire.

Vorrei che i ragazzi del mio corso venissero a vivere la cucina gestendola totalmente – come se il ristorante fosse loro! Un progetto ambizioso? Certo che sì! Ma sono certo, realizzabile!” – Ci dice!

“La mia passione è sempre in crescita: amo leggere, studiare, capire, sperimentare e conoscere tutto ciò che mi è possibile imparare della cucina e dei suoi segreti.”

Valerio Giovannozzi- nuovo chef di Accademia Chefs

Cosa diresti ad un ragazzo che vorrebbe seguire le tue orme e divenire uno chef?

“Affrontate la cucina con umiltà...in cucina dovete entrare in punta di piedi, nel pieno rispetto di questo luogo. Metteteci del sano coraggio e grande passione, aggiungetevi rispetto per la tradizione e creatività…ed avrete non più un uomo, ma un vero chef.”

11
Mar

Il risotto allo zafferano nella ricetta di Chef Giovannozzi

Il Resident Chef di Accademia Chefs Valerio Giovannozzi oggi ci spiega come realizzare alla perfezione uno dei piatti più amati e iconici del nostro paese: il risotto allo zafferano.

Ingredienti di qualità e rispetto della tradizione: sono questi i segreti che Chef Giovannozzi mette insieme per un piatto perfettoContinua a leggere…

16
Lug

Report ospite di Accademia Chefs per parlare di pasta di qualità

Bernando Iovine, giornalista di Report, ha varcato nei giorni scorsi le porte di Accademia Chefs: e lo ha fatto per raccontare l’eccellenza della migliore pasta italiana con l’aiuto del nostro Resident Chefs Valerio Giovannozzi.

Report si sta infatti documentando per una puntata che uscirà probabilmente a ottobre, sulle differenze palpabili che esistono tra i differenti tipi di pasta presenti sul mercato: e per mostrarlo fattivamente alla telecamera è stata scelta la cucina di Accademia Chefs.Continua a leggere…

15
Apr

Giovani talenti crescono: la storia di Caterina Caucci

Caterina Caucci, giovane e brillante promessa della cucina, ci racconta come è nata la sua passione per questo mondo.

Caterina raccontaci di te!

Mi chiamo Caterina Caucci, 22 anni appena compiuti, sono nata ad Ascoli Piceno ma cresciuta in un piccolo paesino abruzzese che si chiama Sant’Egidio Alla Vibrata. Nasco da una famiglia di artigiani, famiglia umile dedita al lavoro e al sacrificio: conosco il sapore della fatica e sono sempre stata abituata fin da piccola ad impegnarmi al massimo per raggiungere i miei obbiettivi.Continua a leggere…

19
Feb

Vini veri e grani antichi ci raccontano la “verità”

Continuano ad Accademia Chefs gli incontri formativi all’insegna della cultura.

La verità. Sembra una contraddizione in termini, ma parlare di “verità” coincide spesso con l’inoltrarsi nel territorio dell’ineffabile e dell’indefinibile. Vero è, invece, ciò che si qualifica come inconfutabile, certo, sincero. La difficoltà principale che si trovano ad affrontare quanti decidono di ricercare il vero, è proprio questa: l’inevitabile confusione che deriva dal doverne dettare la condizioni.

Davide Eusebi ed Otello Renzi (giornalista enogastronomico il primo, e Sommelier di fama nazionale il secondo) hanno scelto di approcciare la loro personalissima ricerca della “verità” con un metodo diverso. Nell’andare a caccia dei “vini veri” italiani – poi catalogati e raccontati nel libello Vini Veri. Viaggio nei sensi sulle orme di Mario Soldati – non si sono posti nella condizione di giudici e censori, quanto piuttosto in quella di umili ed attenti ascoltatori; spettatori affascinati della storia celata e conservata nelle sfumature aromatiche di ogni singolo vino.

Ed è questo sentimento quasi mistico che Renzi ed Eusebi hanno saputo comunicare: nelle pagine della loro opera – più che una guida enologica un diario di viaggio, sospeso a metà tra lirica e prosa, tra il ritrovarsi e lo smarrirsi felicemente – così come nell’incontro tenutosi lo scorso 18 febbraio ad Accademia Chefs.

Davanti ad una nutrita ed incantata platea di studenti dei corsi Chef ed Aiuto-Cuoco – punteggiata qua e là da ospiti d’eccezione – si è snodato un percorso culturale e sensoriale capace di coinvolgere ed emozionare gli astanti.

Si è compreso dunque che la verità di un vino risiede nella capacità che ha di riflettere la sua terra d’origine, il carattere dei popoli che ne hanno coltivato le vigne, ed il sentimento di unione che deriva dal condividerne il piacere a tavola. Si tratta di una verità sommersa, difficile da scovare perché diverge dal cammino tracciato con prepotenza dall’industria della grande distribuzione. Un cammino la cui paternità Eusebi e Renzi tributano a Mario Soldati, loro maestro spirituale e già esploratore, 50 anni fa, del mondo timido e nascosto dei “vini veri” italiani.

I presenti hanno potuto ascoltare – appunto – tre vini rossi eccezionali, in una sessione di degustazione meditata volta a rintracciare ogni nota aromatica caratterizzante i loro complicati – a volte complicatissimi – bouquet.

La mattinata di “convivio” si è conclusa con un ultimo momento di verità, della quale si è fatta portavoce Carla Latini con la sua pasta Cappelli 1915 originale. Il Pastificio Latini già dal 1991, ha ripreso la coltivazione dell’antica varietà di grano duro italiano Senatore Cappelli (in collaborazione con l’Istituto Sperimentale di Cerealicoltura di Foggia) per farne, nel 1992, la prima pastificazione in purezza al mondo. Una verità quella di Carla e Carlo Latini che parla di ricerca e tradizione, innovazione e saggezza, che vuole riportare in auge la qualità dei Grani Antichi attraverso un progetto pluriennale di recupero attivato in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche (Facoltà di Agraria).

Studenti e ospiti di Accademia Chefs hanno infine potuto gustare il Cappelli 1915 originale, nell’interpretazione donataci dall’estro dello Chef Resident Valerio Giovannozzi: uno spaghetto alla crema di parmigiano e limone che ha saputo esaltare con semplicità e stile il pregio artigianale di questa grande pasta.

Dal punto di vista didattico si è trattato di una mattinata illuminante, che ha certamente fornito molti e nuovi stimoli al Direttore di Accademia Roberto Morello che, in conclusione ai lavori ha osservato come la degustazione meditata del vino potrebbe davvero rappresentare una nuova modalità nell’insegnamento dell’enologia. È risultato evidente infatti come un approccio comunicativo, pur sempre tecnico, ma capace di coinvolgere la sfera percettiva così come quella emotiva delle persone possa fornire nuove ed ulteriori chiavi di lettura ad un mondo affascinante e complicato come quello del vino.

28
Gen

Il Quinto Quarto: cultura culinaria in Accademia Chefs

È stata una cena didattica a sorpresa quella organizzata dagli allievi del Corso di Gourmet Experience sotto la supervisione dello chef Resident Valerio Giovannozzi e con l’indispensabile supporto delle Chef Noemi Ciabattoni e Laura Assenti. E la sorpresa, per gli ospiti ma anche per il Direttore Morello, è stata ritrovarsi nel piatto un’elaborazione straordinaria di quello che è il re della cucina popolare, ovvero il quinto quarto.Continua a leggere…

21
Dic

Un menù classico e moderno per la cena didattica di ACCADEMIA CHEFS

La fine dell’anno segna la fine di un ciclo e al contempo l’inizio di uno nuovo percorso.

Anche per Accademia Chefs, Scuola di Alta Cucina di San Benedetto del Tronto (AP) si tratta di un momento di chiusura, nel quale si tirano le somme dei percorsi di formazione di giovani Chef e nuove promesse della ristorazione. Lo scorso 20 dicembre, ormai a due passi dal diploma, gli allievi del Corso Chef si sono riuniti per lavorare come una vera brigata di cucina, con l’obiettivo di offrire agli ospiti intervenuti per l’occasione una vera e propria cena gourmet.Continua a leggere…

30
Nov

Masterclass con Igles Corelli: la formazione a 5 stelle (Michelin) di Accademia Chefs

Cos’è la cucina circolare? Ce lo ha spiegato il suo ideatore lo Chef Igles Corelli, il 27 novembre ad Accademia Chefs, durante la masterclass di alta formazione a lui dedicata. Si è trattato di un evento unico per il centro Italia con il quale Accademia Chefs intende aprire ad un nuovo ciclo di incontri formativi di livello, pensati per studenti e professionisti della ristorazione.Continua a leggere…

19
Ago

Giovani e ristorazione: opportunità, fatica e soddisfazioni

Quando mancano notizie di maggior rilievo, capita che i giornali ritirino fuori vecchie storie legate a straordinari posti di lavoro che i giovani, per pigrizia o incapacità di cogliere le opportunità, non vogliono.Continua a leggere…

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