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Category: Food & Beverage

10
Mag

La nuova rubrica di Accademia Chefs: la ricetta di stagione.

Il mese di maggio è quello che si traduce in primavera inoltrata, nell’estate alle porte e nel mondo vegetale che si colora.
Iniziano a vedersi formare i primi frutti, si iniziano a raccogliere le prime vere primizie della stagione.
Ed è ad una primizia che dedichiamo la nostra rubrica di oggi: agli asparagi freschi, che il nostro Chef Fabio Iobbi, Patron Chef dello Chalet Duilio di Porto San Giorgio, va a legare con estrema maestria ad un piatto dal titolo più che accattivante.
Vi presentiamo il suo Gomitolo di Musciska ed Asparagi con frittella di patate e salsa al vino rosso.
La Musciska pare abbia un origine araba. E infatti il nome sembra derivi proprio dalla parola ‘Mosammed’ che significa ‘cosa dura’. Per la preparazione della musciska vengono utilizzati i tagli più magri, a base di carne di capra garganica, pecora o vitello (tradizionalmente di razza podolica) che, disossati e tagliati, formano delle strisce larghe 2-3 cm e lunghe 20-30 cm. Queste strisce di carne sono poi condite con sale, semi di finocchio selvatico, peperoncino e aglio. Essendo una preparazione tipicamente pastorale, le strisce di carne erano poste a seccare vicino al rifugio del pastore: appese con un filo di cotone sugli alberelli spinosi (specie peri selvatici e prugnoli) situati a poca distanza dalle mandrie, godendo così della massima ventilazione e insolazione. Dopo un periodo di essiccazione, il prodotto era pronto per essere consumato.
In questa ricetta lo Chef Fabio Iobbi ha utilizzato una Musciska fresca già insaporita da spezie che la caratterizzano e cotta a bassa temperatura. Carne dal gusto pieno e in armonia con le spezie. Tenerissima quasi da sciogliersi in bocca.

Porzioni 4 Persone
INGREDIENTI
16 pezzi lunghi 20-30cm di Musciska cruda
Per la frittella
2 patate
1 uovo
20gr farina
q.b. sale
q.b. pepe
Per la riduzione di vino
150ml di vino rosso
3 noci di burro
Distendere i pezzi lunghi della musciska adiacenti tra loro, infilzarli con degli stecchini per spiedini da 15cm lateralmente. Adagiarci gli asparagi e arrotolare la carne in modo di formare un gomitolo.
Mettere a cuocere in forno a bassa temperatura impostando la temperatura della sonda al cuore ad una temperatura di 55°C per una cottura ottimale; la carne risulterà molto tenera e poco umida.
Per la frittella, pelate le patate, mescolatele con le uova, la farina il sale e il pepe.
Cuocere l’impasto ottenuto su una padella antiaderente leggermente unta.
Riducete sul fuoco il vino rosso quindi montatelo con il burro.
Ritagliate 4 rettangoli dalla frittella di patate, dando la stessa grandezza del gomitolo di carne.
Appoggiare al centro del piatto la frittella adagiarci sopra il gomitolo. Completare con la riduzione di vino rosso.

Buon appetito e buon mese di maggio!

26
Apr

Delizioso e bellissimo? Solo con il corso di Passione Gourmet!

Quando abbiamo passione per la cucina, una passione forte, una passione vera, diciamocelo, ci fa un piacere immenso preparare un piatto per i nostri ospiti e ricevere gli apprezzamenti che ci meritiamo.
Perché abbiamo pensato ad un intero menu, abbiamo inserito al suo interno quella ricetta che sta diventando il nostro cavallo di battaglia, abbiamo speso del tempo per cercare le materie prime migliori, abbiamo messo sottosopra la nostra cucina per ottenere un risultato sempre più alto.
Non ci basta più sentirci dire quanto il nostro piatto sia buono, abbiamo bisogno di sentirci porre domande su domande sul come siamo riusciti a realizzare quel capolavoro.
Dove hai trovato questo particolare ingrediente? Ma come hai fatto ad ottenere questo colore così vivo? E questa particolare consistenza? Come ti è venuto di accostare questo a quell’ingrediente?
Se desiderate che il risultato sia questo, l’imperativo è quello di provare e riprovare, di esercitarsi giorno per giorno…oppure?
Oppure vi sveliamo un trucco: vi basterà seguire il corso di Passione Gourmet by Accademia Chefs!
Senza incorrere nello scoppio della vostra cucina, Passione Gourmet, come recita la nostra brochure, vi consentirà di fare vostre le tecniche di realizzazione di piatti ricchi di gusto, colori ed eleganza.
La Cucina Gourmet vi permetterà di assistere alla trasformazione dell’espressione dei vostri ospiti mentre assaggeranno un boccone della vostra creazione: l’analisi sensoriale verrà esaltata in pochi istanti passando dal dolce al salato, fino ad arrivare all’aromatico e alla nota acidula, senza dimenticare la parte croccante che rappresenta il crunch e la freschezza del vostro piatto.
Un’anticipazione di ciò che potreste imparare a realizzare al corso intensivo in 9 lezioni di Cucina Gourmet?
Oggi lo Chef Mariano Narcisi ce ne regala una: la sua mousse di ricotta e lime, consistenze di carciofi, gambero scottato e mentuccia.
La ricotta perfetta per la nostra entrèe è quella di bufala, che va passata al setaccio prima di essere amalgamata assieme alla scorza grattugiata di lime, il sale, il pepe e il cumino.
Mentre la ricotta riposerà in frigo, puliremo il carciofo cercando di arrivare al cuore per ricavarne delle lamelle sottilissime da ammorbidire lasciandole per un po’ in una ciotola d’acqua. Le andremo a scottare sul fuoco e ne ricaveremo una parte da lasciare a julienne e una parte in salsa.
Il gamberone: dopo averlo sgusciato (lasciandogli la testa) e averlo privato del filo delle interiora, lo faremo scottare per qualche secondo per lato in padella con un filo d’olio a fiamma viva per poi salarlo soltanto a fine cottura.
La composizione del piatto: alla base posizioneremo la salsa di carciofo, a seguire la mousse di ricotta (per un effetto più gradevole agli occhi potremo usare una sacca da pasticcere). Decoreremo in cima con i carciofi a julienne, dopo aver immerso nella spuma il gambero, e qualche fogliolina di mentuccia fresca.
Delizioso e bellissimo vero?
Vorreste essere in grado di realizzare anche la ricetta del primo piatto del vostro menu gourmet da abbinare alla vostra mousse?
Lo Chef consiglia il suo risotto al pistacchio con gamberi al brandy e polvere di caffè!
Per scoprire tutti i segreti e i passaggi per crearlo e presentarlo, iscrivetevi al corso di 9 lezioni da 3 ore ciascuna in programma per venerdì 5 maggio. Al fianco del nostro Chef scoprirete la ricetta di questo e di tantissimi altri piatti!

Le cene in terrazza sono alle porte, non fatevi trovare impreparati!

Correte ad iscriverti ad Accademia Chefs, o chiamateci al 347.2251072. Potete anche scriverci all’indirizzo mail info@accademiachefs.it.

Regala un Corso

10
Apr

La nuova rubrica di Accademia Chefs: la ricetta di stagione.

Aprile, ribellatevi al dolce dormire e cimentatevi in una ricetta speciale come quella della Lady chef Mariella Clemente.

Siamo ad aprile inoltrato, già pensavate che ci fossimo dimenticati di darvi una ricetta di stagione di tutto rispetto? Giammai!
Accademia Chefs è stata a dir poco impegnata in questi primi giorni del mese con un evento che meritava tutta l’attenzione del nostro staff: la lezione magistrale sui lievitati innovativi di Luca Montersino. Il grande pasticcere di fama internazionale.
Con ancora negli occhi le sue tecniche e il suo approccio alla preparazione dei lievitati, oggi vi vogliamo regalare una ricetta proposta da una grande Lady Chef come Mariella Clemente, new entry nello staff didattico della nostra Scuola.
Alla base di questa ricetta troverete le fave, che si raccolgono fresche proprio in questo periodo.
Le fave sono ricche di proteine e fibre vegetali, ma sono povere di gassi. Rappresentano una fonte naturale di molti degli elementi nutritivi necessari per la nostra alimentazione, come vitamine e minerali: sono ricche di ferro, aiutano ad abbassare il colesterolo, sono fonte di acido folico, aiutano a prevenire il diabete, l’artrite e l’osteoporosi.
Insomma, seguite scupolosamente tutti i passaggi che vi suggerisce la nostra lady chef Mariella Clemente e tutte le proprietà delle fave vi doneranno una pelle luminosa, oltre a presentare sulla vostra tavola una ricetta di sicuro successo per la sua bontà e la sua specialità.

Vi presentiamo quindi: il Cannolo di spaghetti freddi, tartare di scampi e crema di fave.

Tempo previsto: 40 minuti
Difficoltà: 3
Ingredienti per 4 porzioni: 250 gr di spaghettoni, 400 gr di scampi crudi puliti, 1 kg di fave fresche, germogli misti, fiori edibili, 50 gr di semi di zucca tostati, una confezione da 125 gr di ricotta di pecora fresca, sale, pepe e olio Evo qb.
Procedimento per punti:
1. Riporre la ricotta in congelatore. Tagliuzzare grossolanamente gli scampi, porli in una ciotola, condirli con olio, sale e pepe e lasciarli riposare per almeno 20 minuti.
2. Mondare e lavare le fave, in una pentola con abbondante acqua salata, sbollentarle per 5 minuti, raffreddarle immediatamente in acqua ghiacciata e sbucciarle (questa operazione, sarà resa molto agevole dalla precedente sbollentatura), riporre tutte le fave sbucciate nel bicchiere del frullatore ad immersione, aggiungere un mestolo di acqua e frullare il tutto, aggiungendo durante l’operazione, un filo d’olio, aggiustare di sale e pepe e tenere da parte.
3. Cuocere gli spaghetti in abbondante acqua salata, fino a corretta cottura, scolarli e stenderli uno ad uno su di un foglio di carta forno, fino a formare una “stuoietta” di spaghetti, larga almeno 10 cm. Ripetere l’operazione per ogni porzione da preparare.
4. Adagiare la “stuoietta” di spaghetti, stesa su di un foglio di carta forno, sopra un velo di pellicola per alimenti (la corretta stratificazione deve essere: pellicola, carta forno, spaghetti), sopra gli spaghetti, adagiare 100 gr di tartare di scampi e con l’aiuto dei 2 fogli sottostanti, arrotolare gli spaghetti sopra la tartare, stringendo bene, fino a creare un “cannolo” di spaghetti ripieno di scampi. Se gli spaghetti dovessero risultare più lunghi del necessario, una volta ottenuto il cannolo completo, tagliare gli spaghetti in eccesso e toglierli prima di chiudere il cannolo con la pellicola. Stringere bene il cannolo, facendolo ruotare sopra il piano di lavoro, mantenendo salde le 2 estremità, legarle entrambe con un nodo e riporre la preparazione in frigo per almeno 20 minuti.
In una fondina, versare qualche cucchiaiata di crema di fave sopra la quale adagiare il cannolo di spaghetti precedentemente privato della pellicola e della carta da forno di mantenimento. Condire il tutto con qualche seme di zucca, sale, pepe, olio Evo. Guarnire il piatto con qualche germoglio colorato e qualche fiore edibile e terminare la preparazione con una cucchiaiata di granita di ricotta che avrete ottenuto grattando la ricotta congelata su di un foglio di carta forno.

Buon appetito e buon aprile!

03
Mar

Il tuo futuro dietro al bancone di un bar? Scegli il Corso Barman di Accademia Chefs per realizzarlo!

Ci sono molti modi per diventare Barman, ma se stai leggendo quest’articolo è perché probabilmente vuoi scegliere una strada che in breve tempo ti permetta di diventare un vero professionista del settore.
Accademia Chefs, Scuola di Alta Cucina con sede a San Benedetto del Tronto, infatti, ha fatto la scelta di ampliare la propria offerta formativa e di integrare ai corsi di qualifica nel settore della Cucina dei corsi professionalizzanti nel settore Beverage.
Sono due le proposte: il corso per diventare Beer Sommelier e il corso per diventare Barman. In entrambi i casi si diventa dei veri professionisti del settore.
Con quest’articolo vogliamo farti conoscere il percorso che ti porterà ad entrare nel mondo Ho.re.ca. (Hotel, Ristoranti e Caffè).
Che tu desideri lavorare in un caffè bar, in un wine bar o in un american bar, il corso barman ti consentirà di acquisire tutte le abilità indispensabili al lavoro di barman/barlady.
Al termine del corso sarai in grado di effettuare le preparazioni di caffetteria, di cocktail e long drink, imparerai ad accogliere il cliente, guidarlo nella scelta del prodotto e a servirlo nel modo migliore. Per il tuo datore di lavoro sarai il barman che fa la differenza, perché saprai trasformare un avventore del locale in un cliente fidelizzato.
Tutto questo grazie ad un corso organizzato da professionisti esperti nella formazione, come le risorse che compongono lo Staff di Accademia Chef, e tenuto da docenti fra i massimi esperti del settore.
Il corso Barman è rivolto a chi desidera trasformare la sua passione in un’opportunità di lavoro e di carriera, ma anche ad imprenditori ed operatori del mondo della ristorazione, ad appassionati ed intenditori del mondo bar, così come a chi desidera proporsi come tecnico specializzato e consulente o a chi desidera riqualificarsi rispetto la propria attuale posizione lavorativa.
Il programma del corso barman è costituito da 12 lezioni in totale, comprensive di esame finale di accesso al titolo.
Fra gli argomenti trattati: la caffetteria, la latte art, il vino e la birra, le tecniche di miscelazione, la distillazione (grappa, acquavite, cognac, armagnac, brandy, gin, vodka, tequila, rum, ecc…), gli appetizer, il carving fruit e molti altri ancora.
Per scoprire il programma nel dettaglio, l’invito è quello di visitare il sito di Accademia Chefs all’indirizzo http://www.accademiachefs.it/project/barman/.

Non hai bisogno di sapere altro? Sei già deciso ad iscriverti al corso che ti incoronerà Barman Professionista? Contatta subito Accademia Chefs al numero 347.2251072 o scrivi a info@accademiachefs.it. Il corso è riservato ad un numero massimo di 15 allievi, perciò se vuoi essere fra i fortunati affrettati!

Se vedi il tuo futuro dietro al bancone di un bar, scegli il Corso Barman per realizzarlo!

01
Mar

La nuova rubrica di Accademia Chefs: la ricetta di stagione.

Marzo. Cosa mettere nel carrello e come cucinarlo: i consigli dello Chef Nikita Sergeev del Ristorante L’Arcade, docente del Corso Chef di Accademia Chefs.

Se diciamo Marzo, pensiamo subito alla primavera…ai fiori che sbocciano, agli alberi che tornano a colmare le loro chiome di verdi foglie.
Dal freddo Inverno cominciamo ad abbracciare la stagione mite, e tutto questo lo vediamo traslato anche sul nostro umore e sulle nostre tavole.
Se sopra le nostre teste possiamo avvistare le prime rondini, negli orti e nei boschi italiani vediamo fare capolino per primi gli asparagi.
Facciamo le ultime provviste di topinambur e radicchio mentre cavoli e finocchi lasciano il campo alla semina dei prodotti che saranno pronti alla raccolta in estate.
Ma Marzo si sa, è anche un mese pazzerello. Il detto popolare infatti dice che guardi il sole e prendi l’ombrello.
E “pazzerella” è anche la ricetta che vogliamo proporvi oggi per la rubrica “La ricetta di stagione”: “Seppie e nero”, dalla mente e le mani di uno Chef d’eccezione, Nikita Sergeev.

Lo Chef del Ristorante L’Arcade e docente del corso di Chef ad Accademia Chefs, ci incoraggia a salutare l’inverno con le ultime scorte di cavolo nero che compone assieme a piccole seppie per un piatto che richiama molto l’impressionismo astratto di Jackson Pollock.

Ingredienti per 4 persone: 8 seppie allieve, 200 ml vino bianco secco, 300 g cavolo nero, 1 g xantana, sale in fiocchi, 2 g pepe nero, 1 scalogno, olio extra vergine d’oliva (suggerisce lo chef: molto erbaceo).
Procedimento: Pulire le seppie e tenere da parte le sacche con il nero. Una volta pulite, conservarle in un contenitore sotto il ghiaccio tritato.
Intanto preparare la salsa al nero di seppia, facendo ridurre il vino a metà con aggiunta di pepe nero e scalogno. Raggiunta la giusta riduzione, aggiungere le sacche contenenti il nero di seppia e far cuocere riducendo ulteriormente il tutto a metà. Conservare in frigo.
Lavare il cavolo nero e passarlo all’estrattore, legare leggermente con la xantana e aggiustare di sapidità.
Al momento del servizio planciare velocemente le seppie e laccarle con la salsa al nero di seppia. Impiattare facendo schizzare la salsa al cavolo nero su un piatto piano, appoggiare le seppie in una maniera caotica e servire.

…Buon appetito e buon marzo!

06
Feb

La nuova rubrica di Accademia Chefs: la ricetta di stagione.

Febbraio. Cosa mettere nel carrello e come cucinarlo:  i consigli dello Chef Narcisi di Accademia Chefs.

“Di 28 ce n’è uno…”

E’ proprio così, febbraio è un mese unico: è il mese più corto dell’anno, nonché uno dei più freddi. E’ il mese in cui il giorno e la notte sembrano avere la stessa durata, il mese dell’amore, il mese in cui ogni scherzo vale.
E sembra che ogni scherzo valga anche in cucina: frittelle, castagnole, cicerchiata, chiacchiere, zeppole, tortelli fritti alla crema, strauben, graffe, e chi più ne ha più ne metta. Ogni occasione a febbraio sarà buona per una bomba calorica dal sapore più dolce che mai.
Quindi un’altra ricetta di un dolce tipico di Carnevale? No, il web ne è pieno.
Noi di Accademia Chefs abbiamo pensato alla vostra salute e a metterla nel piatto con una ricetta del nostro Chef resident, Mariano Narcisi.
Per prima cosa, dobbiamo imparare a riconoscere le verdure di stagione e a sceglierle in fase di acquisto per una svariata miriade di motivi.
Innanzitutto il gusto: una verdura di stagione sarà sicuramente più saporita, gustosa e profumata della stessa acquistata fuori dal periodo di raccolta.
In secondo luogo, il prezzo: è chiaro che sarà anche più economica perché minori saranno i costi di produzione.
Direttamente collegato a quest’ultimo, un ulteriore motivo per preferire una verdura di stagione è la sostenibilità: se di stagione il prodotto è sicuramente più ecologico.
Ed ecco quindi quali sono gli ortaggi maggiormente diffusi nel mese di febbraio di cui consigliamo l’acquisto per mangiare sano e beneficiare in tutto e per tutto delle loro caratteristiche organolettiche e nutrizionali: il cavolo, il finocchio, il radicchio, la bietola, lo spinacio, le cime di rapa, i carciofi, i porri e il topinambur.

Lo Chef Mariano Narcisi ci consiglia la spesa e il procedimento per realizzare un piatto bello da vedere, buono perché è gustoso e buono perché fa bene: Branzino alle mandorle, wok di broccoletti, maionese nera, yogurt acido e foglie di prezzemolo.

Ingredienti: filetto di branzino, prezzemolo, olio e.v.o. , mandorle, nocciole, noci, maizena, burro, sale, farina di mandorle, cipolla, broccoletti,
Procedimento per il branzino: Avvolgere il branzino con aromi e sale nella pellicola, formare una caramella e cuocere nell’acqua bollente per 10 minuti. Tritare la frutta secca aggiungere la maizena; scolare il branzino e far freddare in frigorifero per 20 minuti. Terminata questa fase, scaldare una padella con un filo d’olio e sciogliere il burro, giusto una noce, aggiungere la frutta secca tritata e poi il branzino. Fare cuocere da entrambi i lati e impiattare caldo.
Procedimento per il wok di broccoletti: Sbollentare i broccoletti tagliati a metà. In un wok soffriggere la cipolla con l’olio e.v.o., aggiungere le verdure precedentemente sbollentate e regolare di sale e pepe. Le verdure devono essere cotte ma devono rimanere croccanti.
Ingredienti e procedimento per la maionese nera: 5 Tuorli, 1 Lt Olio, 1 Cucchiaio Aceto Bianco, Succo Limone q.b., Sale q.b., nero di seppia q.b. Sbattere i tuorli con la frusta senza mai fermarsi. Appena amalgamati, aggiungere a filo l’olio di semi per 2-3 minuti. A ¾ dal termine del tempo, la maionese non si smonterà più (non impazzisce), quindi aggiungere sale q.b. , aceto (a filo) e limone q.b. (quest’ultimo copre il sapore delle uova crude) e il nero di seppia per il colore da noi richiesto.
Ingredienti e procedimento per lo yogurt acido: 100 g yogurt acido, 5 g aglio tritato, 5 g menta, sale, cannella, coriandolo. Unire tutti gli ingredienti e far riposare per 10/15 minuti.
Procedimento per aggiungere le foglie di prezzemolo essiccato come guarnizione: adagiare le foglie di prezzemolo su un piatto con sotto la pellicola e spennellate da entrambi i lati con l’olio di oliva, passare al microonde a 800W finché non diventeranno croccanti.

Buon appetito e buon febbraio!

20
Gen

Go Vegan…ma dove, come, quando e perchè?

Odiata, amata, adorata, discussa, smentita, adottata, compresa e incompresa: la filosofia vegana è così.
Basta digitare su Google una semplice ricerca per termine, come “vegano”, per veder comparire articoli su articoli sull’argomento nelle sue più svariate sfaccettature.
Da Il Post che titola un generico “Un po’ di cose sui vegani” a La Repubblica che sforna dati nel suo “Addio carne e pesce: in aumento il popolo dei vegetariani e vegani in Italia”, dall’Internazionale che urla “La dieta vegana è meno sostenibile quanto si crede” a Il Giornale che duramente titola “La scienza sbugiarda i vegani: la carne ci ha resi intelligenti”, a Il Fatto Quotidiano che allerta con il suo “Dieta vegana ai bimbi: parla l’esperto. Danneggia e compromette la salute”, ogni testata non può fare a meno di dedicare uno spazio a questo tema.
Ed è chiaro che quanto più un tema è articolato e complesso, tanto più si scaldino gli animi, specialmente quando si tratta di un argomento così controverso come il veganismo, che va a toccare la storia, la cultura, le abitudini, l’ideologia e l’essenza stessa dell’essere umano.
Cos’è allora il veganismo? Il rifiuto di aderire ad uno stile di vita basato sullo sfruttamento intensivo e sistematico di ogni forma di vita, il rifiuto di alimenti di origine animale oltre al rifiuto di una serie di prodotti di uso quotidiano come i cosmetici, l’abbigliamento o i prodotti per la pulizia.
Dal 1944, anno in cui nacque la cosiddetta Vegan Society, un numero sempre crescente di persone ha aderito a questo stile di vita. Fra queste spiccano anche nomi di personaggi celebri del mondo dello sport o dello spettacolo, come le sorelle campionesse del tennis Venus e Serena Williams o le attrici Alicia Silverstone e Natalie Portman.
Che le adesioni al veganismo avvengano per seguire la moda del momento, o nascano dopo un’attenta e lunga riflessione personale ed interiore, sta di fatto che la Società di oggi è intrisa di aperture di attività commerciali a carattere vegano: ristoranti, pasticcerie, pizzerie, gelaterie, agriturismi, cioccolaterie, bar, fast food, negozi di prodotti food e no food, b&b, ecc…
Ma è sulla tavola che si traduce maggiormente la lotta dei vegani per un domani più equo, etico e sostenibile.
E il nostro compito, come Scuola di Alta Cucina, è quello di formare.
A tale scopo, fra i moduli dei corsi di aiuto cuoco, chef e pasticcere è infatti presente quello dedicato alla cucina vegetariana e vegana, perché è necessario preparare i nostri allievi all’esigenza ormai comprovata delle attività ristorative di allargare la propria offerta culinaria con piatti e ricette vegane e vegetariane nei propri menu.
Accademia Chefs si confronta anche con chi è appassionato di cucina ma non intende entrare nel mondo lavorativo del settore con la linea di corsi più brevi, da 4 o 9 lezioni, denominati “Passione Chef”. Fra questi spicca il corso in 4 lezioni di Passione Vegan, rivolto a coloro i quali, affascinati dalla cultura vegana, vogliono comprenderne le origini e il significato per tradurli in piatti salutari, ricercati e sempre di grande effetto.
Si tratta di un corso rivolto anche a chi ha già abbracciato questa filosofia e stile di vita e vuole arricchire il personale ricettario con idee sfiziose e originali.
Gli chef docenti avranno fra le altre cose, il compito di orientare e guidare gli allievi fra le sempre più diffuse alternative vegetali alla carne: dai più conosciuti legumi, frutta secca, seitan, tofu, ai più innovativi muscolo di grano (unione di puro glutine di frumento con una o più farine derivate dai legumi), mopur (combinazione di ceci, frumento, lievito naturale a cui si aggiunge dell’olio vegetale per creare la fermentazione naturale con il lievito madre), tempeh (proveniente dall’Indonesia, realizzato con fagioli di soia gialli, attraverso un processo di fermentazione che si ottiene con l’aiuto di un elemento acidificante), alla riscoperta del lupino (dalle tantissime proprietà benefiche e nutrizionali, ricco di proteine, vitamine e sali minerali) e la farina di lupino, che lavorata insieme al glutine di frumento e alla salsa di soia, produce una simil bistecca.
Il nostro consiglio è quello di essere sempre curiosi e aperti dinnanzi a stili e filosofie di vita, di esplorare e conoscere quanto più possibile tutto il mondo della cucina, per arricchire il proprio essere e renderlo un contenitore capace di tradizioni e innovazioni.

Passione Vegan

16
Gen

Blue Monday? Tiriamoci su con una ricetta targata Chef Andrea Mosca.

Blue Monday, davvero il giorno più triste dell’anno? 

Combattilo con la ricetta “anti tristezza” dello Chef Andrea Mosca!

Una complessa formula matematica attribuita a Cliff Arnall, psicologo dell’Università di Cardiff in Gran Bretagna, elegge il terzo lunedì di gennaio al “più nero” di tutto l’anno.
La sua equazione mette in relazione diversi fattori come il meteo, le spese sostenute con il Natale, lo stipendio che deve ancora trasferirsi sul conto, il tempo che ci separa dalle prossime festività, il tempo trascorso da quando ci siamo resi conto che i buoni propositi di inizio anno sono falliti e il calo delle motivazioni.
In Gran Bretagna ci credono davvero, così tanto che il terzo lunedì di gennaio sembra essere il giorno in cui c’è il maggior numero di assenze sul posto di lavoro.
Secondo altri il Blue Monday altro non è che una bufala, dal momento che è apparso per la prima volta in una campagna pubblicitaria nel 2005.
Che sia vero o no, quando questa mattina è passato a trovarci lo Chef Andrea Mosca, abbiamo colto la palla al balzo e gli abbiamo detto: “Chef, ma lo sai che oggi è il blue monday? Tu come la combatti la tristezza?”. E uno chef come Andrea Mosca, che in un momento di pausa dal suo Ristorante Marili è passato a salutare i suoi colleghi di Accademia Chefs, cosa poteva rispondere se non “Con questo freddo…con una bella spuma di polenta con porcini, salsiccia e panna!”.
Ok Chef, ormai ce l’hai detto, ci hai fatto venire fame e adesso ci dici come si fa!
E allora prendete appunti anche voi!

Gli ingredienti devono essere rigorosamente freschi: funghi porcini, salsiccia di suino e panna fresca.

Si inizia con un soffritto di salsiccia e porcini tagliati a cubetti a cui a cottura avvenuta si va ad aggiungere la panna fresca e la si fa ridurre.
A parte si lavora alla spuma di polenta: prima si realizza la polenta con il procedimento classico (acqua e farina per polenta), poi si aggiunge la panna, si frulla il tutto, si filtra con attenzione e si mette tutto nel sifone. Con questo si realizza la spuma.
Con una parte della polenta ottenuta bisogna realizzare delle piccole chips che serviranno per la guarnizione, per fare un richiamo di polenta alla base, con la polenta spumosa e al top del piatto, con una parte in cialda solida e croccante.

Ed eccoci arrivati all’impiattamento: adagiamo la base (la nostra salsa di porcini, salsiccia e panna), inseriamo sul piatto la spuma di polenta e spolveriamo il tutto con la polvere di funghi pleurotus secchi.

Facile no? Con il nostro Chef Mosca sembra tutto così semplice, lui ci descrive i vari passaggi con una tale naturalezza che ci fa sembrare questa ricetta un gioco da ragazzi…siamo consapevoli che non sarà così, ma diamo ragione a lui: è inverno, fa freddo, fuori nevica e se davvero è il giorno più triste dell’anno, riscaldarsi con una ricetta delle nostre tradizioni è un imperativo.

Facciamolo con gusto e passione allora!

15
Nov

A scuola di pasta con Carla Latini a San Benedetto del Tronto

Lunedì 7 novembre sono stati ospiti di Accademia Chefs Carla Latini e suo marito Carlo per parlare agli allievi della scuola della loro pasta artigianale.

La pasta 60027 non ha certo bisogno di presentazioni: qualsiasi chef o appassionato di cucina la porrebbe nell’olimpo delle paste artigianali per via del suo profumo di mollica di pane caldo, del suo sapore deciso e della sua consistenza. Ne sa qualcosa Gualtiero Marchesi, che ha affidato ai due artigiani il compito di creare un tipo di pasta capace di esaltare al massimo i suoi piatti. Il risultato sono i ben noti trucioli allo zafferano presentati dal Maestro ad Expo.

Per i futuri chef presenti in sala è stata una mattinata istruttiva e stimolante. Carla ha raccontato di come abbia iniziato con suo marito nei primi anni ‘80 con la coltivazione biologica di ortaggi per poi passare alla produzione di pasta; di come il mercato artigianale abbia ricevuto un duro colpo dai grossi marchi industriali e di come, con passione, impegno ed anche un po’ di incoscienza, siano riusciti ad arrivare al vertice, senza mai cambiare la qualità del prodotto.

«La pasta viene dalla Terra», ci ricorda Carla. Ed è questa la filosofia che li ha guidati per tutti questi anni. È dalla terra che deve venir fuori qualcosa di buono, «la materia prima deve essere solo sfiorata, non forzata». La loro missione è stata (ed è tuttora) quella di ridare dignità alla pasta, alimento che per un po’ è stato visto con (ingiustificata) diffidenza nell’alta cucina. Per vincere questa scommessa, hanno puntato sui sapori ed i profumi autentici e genuini del grano duro. E non a caso, quando nel lontano ottobre del 1990 hanno debuttato al SIAL di Parigi, sono stati i primi a presentarsi con le spighe di grano.

Si sono trattati anche argomenti più tecnici della produzione di pasta, primo fra tutti, appunto, la materia prima: il grano. Carlo ha spiegato le caratteristiche del grano duro, come si fa ad incrociare due o più varietà di grano, come scegliere la migliore. E poi la trafilatura, perché al bronzo invece che al teflon (quest’ultima, tipica della produzione industriale). E la temperatura di essiccamento, cosa comporta essiccare la pasta a basse temperature piuttosto che ad alte.

Molti gli argomenti trattati, molte le storie raccontate. La curiosità e le domande degli studenti e la disponibilità ed i consigli di Carla e Carlo.
Nel frattempo le lancette dell’orologio volano, arrivano a mezzogiorno, è quasi ora di pranzo… quale miglior occasione per una bella degustazione?
Gli studenti si spostano tutti i cucina dove i bollitori sono già a lavoro. Carla prepara i suoi spaghetti con olio extra vergine e i trucioli. Ci asteniamo dal descrivere questa esperienza nei particolari per non suscitare l’invidia di chi sta leggendo.

17
Set

Itinerari del Gusto: Oleificio Silvestri Rosina

Oggi vorrei dedicare la mia recensione ad un’azienda di olio extra vergine di oliva a me molto cara proprio per la qualità delle persone che la compongono che per i prodotti.

L’azienda in questione si chiama Oleificio Silvestri Rosina.

Vorrei fare una premessa, credo che a prescindere dal tipo di lavoro che viene effettuato, la vera importanza sta nella passione con cui si svolge il proprio lavoro.

Ed è proprio da qui che voglio iniziare, nel parlarvi di due persone che puntualmente riescono a farmi innamorare sempre più di questo Olio EVO.

Pietro ed Isabella, due persone che vivono di olive, olio e di tutti i derivati che la materia prima può dare.Continua a leggere…

CHIAMACI, OPPURE VIENI A TROVARCI!

Chiamaci al numero di segreteria +39 329 62 91 069, oppure vieni a trovarci. Ti aspettiamo!